giovedì, 30 settembre 2004

Il potere d'acquisto...
Categoria:scritto da fabio ohio


Con questo posso accedere anche alla farmacia dell'ospedale... per quel traffico di stupefacenti di cui abbiamo parlato Ã¨ tutto pronto. Cominciate a prendere le ordinazioni.

(sto scherzando, ovviamente... ogni tanto dimentico che ormai questo blog Ã¨ pubblico!)

giovedì, 30 settembre 2004

Suoni diversi...
Categoria:scritto da fabio ohio


Qui, a Columbus ci sono sempre due suoni che scandiscono i ritmi della giornata: il fischio del treno (che passa sempre alle stesse ore, ovviamente) e l'elicottero, costantemente in volo sulla città, giorno e notte, che fa la spola tra l'ospedale e le campagne circostanti... per quanto diversi, mi ci sto abituando.

giovedì, 30 settembre 2004

La mia Rivoluzione...
Categoria:scritto da fabio ohio


Per tutti arriva "il momento"... prima o poi... e ciascuno di noi è libero di alzare la testa o far finta di niente. Assume forme diverse, colori diversi, significati diversi: ma è sempre il "momento". A me è andata così e, nonostante mi trovi in un posto dimenticato da Dio, sono contento.

giovedì, 30 settembre 2004

Io parlo da solo
Categoria:scritto da stefano havana


Non mi piace questo fenomeno.
La gente non parla mai. Se ne sta sempre in silenzio ad ignorare il prossimo: ormai è pacifico.

Eppure li vedi nelle loro macchine, queste stesse persone. Nel traffico, le mani tutte e due sul volante e un'espressione incazzata montata sul viso. E parlano. Da soli. A volte urlano. Raramente ridono. Parlano da soli, vomitando le loro cose in questi dannati auricolari, ormai addirittura wireless. Le famose cuffiette, senza le quali scatterebbero multe e tamponamenti a catena.

Salveranno la vita, forse. Ma secondo me rendono tutti un po' più stupidi.
Non mi piace questa umanità.



giovedì, 30 settembre 2004

Uomini e Destini
Categoria:scritto da stefano havana


Sto leggendo Latinoamericana, i diari di viaggio di Ernesto 'Che' Guevara.
Sto cominciando ad amare quest'uomo, spinto da quelli che sento i miei stessi impulsi creativi e istintivi.
Lo amo e lo invidio: la seconda più di tutto. Lui a 23 anni è partito: è partito come piace a me. Senza un perché. A dieci mesi da una laurea in medicina e un lavoro sicuro. Ma come scrive Jorge Castaneda: Ernesto Guevara non era nato per essere un direttore di banca.

E' partito con coraggio, trovando nel suo amico Alberto Granado - più grande di lui - qualcuno che acconsentisse e lo accompagnasse nella sua follia. Ecco che cosa gli invidio dopotutto: la vera comunione d'intenti con qualcuno. Gli invidio quegli occhi che un giorno l'hanno guardato e gli hanno detto: "Ernesto, ok. Come dici tu: partiamo". Se Alberto avesse avuto un impegno, quel giorno, se fosse stato semplicemente stanco o meno impulsivo o se avesse avuto un noioso fidanzamento con sé che lo obbligasse a certi spaventosi irretimenti, cosa sarebbe successo del Che? Dove sarebbe adesso? Che resterebbe di lui nelle retine di quelli che l'hanno amato e seguito?

Forse nulla.
Per questo ho paura, leggendo di lui, leggendo di un uomo che è stato comunque coraggioso e grandissimo. Mi tremano le dita e mi chiedo: quante volte il Destino ci consegna, chiavi in mano, la possibilità di cambiare la nostra storia e quella del mondo? E quante volte noi scrolliamo le spalle e diciamo no, grazie? Quante altre volte quel Destino ritornerà?

Quanti Che mancano all'appello del mondo perché al momento giusto non hanno avuto un amico che incoraggiasse l'impresa? Io credo che il vero rivoluzionario sia Alberto Granado, perché ha avuto l'immenso, introvabile ardire di farsi convincere.

Lui e tutti quelli come lui che un giorno assolato decidono sereni dicendo a qualcuno che ha avuto l'idea: sì, facciamolo.




giovedì, 30 settembre 2004

Tramonti metropolitani
Categoria:scritto da stefano havana



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Dall'occhio aperto sul mondo che è la finestra al quinto piano della mia redazione. Quello è il cielo di Roma sopra Via Veneto a pomeriggio inoltrato. Fa un bell'effetto mentre dietro è tutto un risuonare di dita sulle tastiere e telefoni che squillano.


mercoledì, 29 settembre 2004

Comunicazione dalla Santa Sede
Categoria:quotidianismi


Bonifacio IX comunica che da domani si recherrà nelle sue tenute molisane per un ritiro sabatico.
A Domenica per il consueto Angelus.


mercoledì, 29 settembre 2004

Altra comunicazione di servizio
Categoria:scritto da fabio ohio


Habemus connessione Time Warner a velocità incalcolabile... da oggi è ufficialmente attiva la webcam. Inviatemi i rispettivi account hotmail al mio indirizzo email. Grazie!

mercoledì, 29 settembre 2004

Notizia fantastica
Categoria:sport, scritto da granduca di palau


Il mitico Luciano Gaucci ha annunciato: "Creerò una seconda squadra a Napoli. I napoletani potranno così scegliere quale Napoli tifare; non partiremo dalla prima categoria e parteciperanno a questo progetto Dario Marcolin e Gregucci".

Questo è vero calciomercato. Che schifo.
Il granduca.

mercoledì, 29 settembre 2004

Appunti di una notte folle
Categoria:scritto da stefano havana


Questa notte è stata magica. Non so neanche da che parte cominciare, perché voialtri - amici miei - non ne sapete molto. Non ne ho mai parlato a nessuno di questa persona, se non, pochissimo e marginalmente, a Federico. Devo raccapezzarmi prima di scriverne. Però avevo con me la mia fida Canon. Ho scattato qua e là, tornando a casa: città deserta alle cinque del mattino. E ho scoperto


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che certe volte


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a certe ore


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Roma è bella.




mercoledì, 29 settembre 2004

Porzioni di casa
Categoria:scritto da stefano havana



[Clicca per ingrandire]

Fabio, ieri sera ho incontrato Marco. Dice che ti aspetta al bancone una delle prossime sere. Volevo fare una foto anche a lui, ma poi ho preferito di no.
Fatti uno sfondo del desktop e ricordati di quante volte ci siamo aspettati a vicenda a una certa ora lì sotto prima di bere e bere ancora.



mercoledì, 29 settembre 2004

Piccola comunicazione di servizio
Categoria:scritto da stefano havana


Massimiliano, scrivimi!
Vorrei unirti a noi, ma per farlo ho bisogno di un paio di cose.
Ok, grazie, fine della comunicazione di servizio, potete tornare a fare casino.



mercoledì, 29 settembre 2004

Altre nottatacce...
Categoria:scritto da fabio ohio


La scorsa notte, dopo aver finito di costruire il letto (???), ed aver avvertito una strana fitta trasportando il materasso "The Patriot" (che ce devo fa' se chiama così Massimilià, pija l'appuntamento con Delfini va), si erano fatte circa le due. Ovviamente non avevo cenato ma dovevo festeggiare l'inaugurazione della nuova casa in qualche modo... decido di uscire, magari becco qualche locale ancora aperto, penso... effettivamente c'era un locale aperto: però era Kroger, una delle maggiori catene di supermercati americane. Mi guardo intorno: il nulla. Solo le luci dei semafori, lampeggianti, qualche negro ubriaco di passaggio e le macchine della polizia più simili a quelle dei fumetti che ad altro (mi mancano le 156 modificate... ed il profumo della frizione incandescente...). Ormai ho capito come funziona qui... come funziona in tutto il mondo, d'altronde: l'importante è essere arroganti e camminare sicuri. All'inizio qualcuno ci provava a rompere i coglioni... mò li imbruttisco prima io e tutti si scansano... ma faccio così paura?

Effettivamente stamattina mi sono fatto per la prima volta la barba e mi sono rimesso una camicia da quando sono qui: grave errore... domani so' cazzi miei. Comunque, tornando a noi, decido di entrare al supermercato: diciamo che l'alimentari sotto casa sta ai nostri supermercati come i nostri supermercati stanno ai supermercati di questo posto. Una cosa immensa: e poi anche il contenuto è immenso! E' tutto grande in questo paese: le macchine, i palazzi, i materassi, (i culi) ed, ovviamente, le confezioni di cibo. Uno che vive da solo in questo paese è condannato ad ingrassare, c'è poco da fare. A meno che non accetti di buttare quotidianamente l'80% di quello che compri.

Comincio a girare: il totale disorientamento. Non ci avevo mai pensato prima: in Italia, quando vai al supermercato, non hai bisogno di leggere l'etichetta per capire che tipo di alimento hai davanti (se sono biscotti piuttosto che carne). Qui è tutto diverso... i colori, le dimensioni, la sostanza. Se poi provi a leggere di che si tratta ovviamente non capisci un cazzo. Ad un certo punto qualcosa di familiare: il marchio di Sole, il detersivo per i piatti, che qui si chiama Dove ma il logo è identico. Peccato che non sia sapone, ma insalata: misteri dell'economia globale...

Proseguo ed arrivo ai sughi: ed eccolo lì, primeggiare, primo fra tutti... maestoso... imponente... fiero... il marchio Cirio. A Cragno'... ma che cazzo hai fatto?!? A proposito, ho sentito che Tanzi era andato tipo in Cile prima di essere arrestato per incontrare un narcotrafficante colombiano... che amarezza... Arrivo alla cassa e che ti trovo? Tutte le marche di sigarette possibili immaginabili, roba che pure che non fumi te le compri per condizionamento subliminale. Accanto le pillole anticoncezionali: per i non addetti ai lavori, non si poteva trovare abbinamento meno azzeccato... Ma questa è anche la terra dove per strada, all'aperto, ci sono i cartelli "vietato fumare"... mah.

A proposito: stamattina forse ho conosciuto il mitico Crane. Secondo i miei calcoli potrebbe essere lui... appartamento sopra al mio, classico ragazzetto rincoglionito del college con la bottiglia di birra costantemente in mano, che rutta ogni tre parole... vi manderò una foto. Però è gentile: mi ha offerto una birra (come potevo rifiutare?), e si è messo a cercare sulle pagine gialle il numero della Sprint (un gestore di telefonia cellulare) per me... visto che non si trovava, gli stavo per dire:"Non preoccuparti, se vuoi scendiamo da me e lo troviamo su Internet... :-))". Ma non ho voluto sfidare la sorte.. sarebbe stato divertente, però!

Venerdì comincio a lavorare... e da domani comincio a postarvi qualche foto seria... fino ad ora vi ho mostrato il lato tragicomico di tutta questa storia, da venerdì comincio a ridere io, spero.

UN PENSIERO PARTICOLARE AL VICEREY CHE SI... MA SI PUO' DIRE SUL BLOG?!? VABBE', NON LO DICIAMO, CI SIAMO CAPITI!! CONGRATULAZIONI E SCUSA SE NON TI HO RISPOSTO!!

P.S. Da voi sono le 6.32 di mattina: qui è da poco passata la mezzanotte e, con le note di Vasco in sottofondo, mi vado a fumare una sigaretta sul "retro" (come si dice nei film), alla faccia dei cartelli ipocriti, pensando alla prima ragazzetta fica che ho conosciuto oggi in questo posto infame... che per quanto infame, è in grado di regalarti e di farti vivere le stesse emozioni di V.Cortina d'Ampezzo, Roma, Italia e, forse, anche qualcosa di più.

Buona notte...

martedì, 28 settembre 2004

Sì
Categoria:scritto da stefano havana




martedì, 28 settembre 2004

Ho visto le due nuove Veline
Categoria:scritto da stefano havana


D'accordo.
Adesso basta con gli scherzi: tirate fuori quelle vere.


martedì, 28 settembre 2004

Coincidenze
Categoria:scritto da stefano havana


Oggi in macchina, andando in redazione.
Il cielo era grigio, minacciava pioggia. La radio all'improvviso ha indovinato "Vivere" di Vasco Rossi. E all'attacco della prima nota un raggio di sole è arrivato nello specchietto retrovisore. Mi piace credere che se quella canzone non fosse partita, non sarebbe successo.


martedì, 28 settembre 2004

Nottataccia
Categoria:quotidianismi, scritto da granduca di palau


Ieri sera dopo aver studiato, guardato la tv, postato qualcosa sul blog, verso le 12 vado a dormire. Purtroppo vengo svegliato da una telefonata che mi dice "corri qua per favore è successo un disastro" da parte di un amico di Marta. Premessa: Marta ha due cani cui tiene molto, li porta spesso con se, gli vuole bene come figli (giustamente altrimenti il cane non lo prendi) sta spesso con loro in giro per villa Ada. Ieri è successo che mentre passeggiava come ogni sera a piazzale delle muse con degli amici, l'Antico Tiro a Volo decide bene di sparare dei fuochi d'artificio provocando la fuga dei parecchi cani che passeggiavano sul piazzale verso la strada. Agata il cane di Marta è corso via molto veloce e, nonostante più persone lo rincorressero, ha fatto perdere le sue tracce tra le macchine dalle parti del "buco" che da via Ristori porta dentro Villa Ada. Sono arrivato all'1.30 e, insieme ad altre persone ho cominciato a cercarla in giro per le strade limitrofre, ma nulla. Sinceramente mi è venuto un groppo alla gola: sapete quanto amo i cani, Agata poi è come fosse mia, e vi giuro stavo male al pensiero che potesse essere messa sotto.

Insieme a un altro ragazzo amico di Marta ho caricato il motorino dentro il buco e sono andato di notte in giro per villa ada (enorme!) a cercarla. Niente di niente. Non c'era. Sono arrivato fino a Forte Antenne, nulla. Sono riuscito e in cinque siamo andati in giro per il quartiere. Ci hanno fermato i carabinieri dato che giravamo attorno al Comando Generale e ci hanno chiesto i documenti (!). Mah. Comunque nulla. Decidiamo di dormire fino alle 6.30 e cercarla con la luce.

La mattina trovo villa ada piena di gente alle 6.30 (!) tra chi corre e chi porta a spasso i cani. Spargiamola voce ma nulla. Non ce la facevo più, non per la stanchezza, ma perché cominciavo a pensare che non l'avremmo ritrovata. Finalmente, garzie a due signore che in confronto le guide turistiche gli fanno una sega (conoscevano villa ada in una maniera assurda se non ci siete stati non potete capire com'è dentro) le troviamo, dato che si era sparsa la voce e loro l'avevano vista in un posto assurdo.

L'abbiamo trovata alle 8.00 di mattina grazie a Dio o a chi per lui. Mai stato così in ansia per una cosa. Ora può sembrare una storia buffa, ma non è così. Purtroppo ora devo studiare senza aver dormito ma la contentezza per averla trovata mi ripaga. Buongiorno a tutti. Il granduca.

martedì, 28 settembre 2004

Maestri di passaggio
Categoria:scritto da stefano havana


Voleva essere l'ultimo post di oggi, ma ho passato la mezzanotte: sarà il primo commento di domani, diciamo così. Perché un mese fa Enzo moriva. Ha significato molto Enzo per me. Mi ha insegnato cose di cui lui non sarà mai a conoscenza. Ha descritto Cuba con una giustezza e una presenza coerente che ho amato, tanto per dirne una. Ma non voglio usare troppe parole: Enzo è il giornalista che io vorrei diventare.

Al termine di un suo reportage - a mio parere il più bello - su Timor Est, scriveva così: Ma andate, se potete, a Timor Est. E' a mezz'ora di volo da Bali. I pochi alberghi sono stati ricostruiti, ci sono buoni ristoranti e la gente ancora non è corrotta dal turismo di massa. Sarete tra i pochi a godere gli incanti di un'isola incontaminata, estremamente amichevole e del tutto sicura per un occidentale.

Così adesso, i miei amici più cari, quelli a cui ne ho parlato, sapranno da dove è nata negli ultimi mesi la mia passione per questo posto. Da qui. Mistero svelato. E non è che lo dico tanto per dire: ci andrò. Penna in mano e occhi spalancati: perché Enzo ha innescato in me la voglia di vedere e approfondire; lo ha fatto come solo chi è dotato di quel piccolo tornio che è dell'arte e della curiosità, può fare.

Questa è la sua miniera d'oro.
Qui c'è tutto o quasi dei viaggi che ha fatto, dei mondi che ha conosciuto. Miniera d'oro: per me il termine non è casuale. Qui ci sono tutte le persone che ha conosciuto, aiutato, visto o descritto. Ci sono le sue paure, le sue scoperte, le sue nostalgie di uomo qualunque, i suoi espedienti di viaggiatore incallito, di uomo cortese e innamorato di questo sasso che ruota cocciuto chiamato mondo. Se ne stanno tutte qui, queste cose meravigliose. Tutte qui: sfido io a decapitarle, sgozzarle, rapirle, farle fuori, levarle agli altri. Sfido io. Ci provassero pure. I suoi posti, le sue scoperte: se ne stanno tutte qui, sonnolente ed eterne, condannate anche loro come tutte le opere artistiche della terra, a sopravvivere al loro artefice e creatore. Maledette siano le mani che l'hanno ucciso svuotandoci di una cosa così e negando a me la possibilità di imparare ancora. E' destino dei Maestri chinare il capo prima o poi e destino dei discepoli, rimpiangerli per sempre. Maledetto sia quest'odio che deturpa le cose più belle.

Curioso di vocazione, giornalista per forza e di mestiere pubblicitario. Chiudo così: perché lo sapeva fare il suo lavoro, anche in questo senso. Qui c'è un video. Una pubblicità creata dalla sua agenzia per il modello cattivo della Ford Ka. Mi piace immaginare che ci sia anche la sua mano dietro questi otto secondi scarsi. O forse no, forse non c'entra niente, ma va bene lo stesso. Dovunque si nomini Enzo, va fatta un risata prima o poi. E' un dazio da pagare. Guardatelo allora, perché, credetemi, fa pisciare sotto e racchiude tutta l'ironia, la sagacia di Enzo Baldoni. Anche se non è opera sua, l'ha scelto al punto di inserirlo nel sito e sono sicuro che ci ha riso dietro, levandosi gli occhiali e stringendosi la gobba del naso tra pollice e indice.

Non sono bravo nei ricordi. Ci credereste? In vita mia non sono mai stato a un funerale. Odio la morte. Sono lontano dalla visione cristiana di un qualcosa di Oltre. Non sono in grado di immaginarmelo da qualche parte penna in mano a tracciare un reportage anche dal Paradiso, Enzo. Per questo sono così attaccato alle cose che ha scritto e che ha voluto lasciarci. Non c'entra la guerra, non c'entra il petrolio, non c'entra niente di tutto questo. Non più.

Mi hanno ammazzato una cosa stupenda che mi piaceva da matti.
E che, per Dio, meritava di vivere.
Ora resta solo questo.
E il gusto salato delle lacrime in gola.


[la foto è tratta dal blog di Pino Scaccia]






lunedì, 27 settembre 2004

La cucina...
Categoria:scritto da fabio ohio


lunedì, 27 settembre 2004

Il soggiorno...
Categoria:scritto da fabio ohio


Quello Ã¨ il camino dove sono appoggiato a scrivere, per terra. Poi ci sono altre due stanze uguali.

lunedì, 27 settembre 2004

Colui che mi renderà giustizia...
Categoria:scritto da fabio ohio


Era lì, che si aggirava tutto solo per Columbus, con andatura piuttosto inquietante... mi ricorda qualcuno (a parte me).

lunedì, 27 settembre 2004

Per un pugno di (fottuti) dollari
Categoria:scritto da fabio ohio


Stamattina dovevo pagare i mobili da BigLots, che già il nome è tutto un programma. Per scaramanzia, prima di partire, avevo prelevato un bel po' di euro al bancomat, più che altro per avere soldi italiani in tasca, non certo perché pensassi che avrebbero potuto servirmi laggiù (cioè quaggiù) in Ohio. Allora mi reco alla banca più vicina per cambiare gli euro: orrore. Non ci crederete mai, ma questi non hanno mai visto un euro... tanto meno te li cambiano... l'unico posto in città per questa transazione è... un'altra banca? No...l'aeroporto!

Allora chiamo l'American Express per avere l'indirizzo della sede più vicina al negozio di Furniture (che non accetta l'Amex...mah) per prelevare cash e, dopo svariati tentativi e dopo aver coinvolto mezza Columbus (il tipo del negozio, Sheila la batt... ehm... la receptionist del motel, quella della banca, il direttore della banca ed, infine, il direttore del supermercato - perché qui le banche sono nei supermercati... mah per la seconda volta) scopriamo che l'American Express non ha uffici in Ohio... voi, che mi conoscete, potrete immaginare quello che non è successo. Il tipo del numero verde americano della Amex, sentitosi perso, mi fa: I will take you out of this asshole! Mah... decide di trasferire la chiamata alla Amex in Italia... mo' me li inculo... risponde il disco in italiano (finalmente) ma non e' l'Amex: è la Telecom, numero non esistente. No comment.

Mi rassegno: con gli ultimi 30$ rimastimi mi gioco il tutto per tutto. Chiamate un fottuto taxi! To the airport, please! Prezzo della corsa: 27$. Vado all'ufficio cambi: la commissione è del 13%: shall I proceed? Troia... non ho potuto pensare altro. Proceed e vattene affanculo. Finalmente con i dollari in tasca, esco dall'aeroporto, cercando un taxi... chi ti trovo? Il negrone della vigilanza che, vistomi entrare in aeroporto cinque minuti prima e riuscirne da solo, senza bagagli e senza niente, si insospettisce e mi chiede i documenti. Considerate che l'aeroporto qui è tipo il parcheggio del Calasanzio e passano sì e no dieci persone al giorno. Insomma mi chiede i documenti: tutto in albergo, passaporto, visto, eccetera. E' finita. Gli do la patente: la guarda e si fa una risata (mah)... sapete come è andata finire?!? Gli ho tirato fuori l'American Express... you can go.

Questo è quello che accade in questo piccolo grande paese... dove, a parte New York e l'America turistica, una carta di credito vale come documento ma non come credito.

P.S.
Dopo tutto questo, avevo speso la bellezza di 50$ di taxi A/R e 60$ di commissioni, che fanno 110$ buttati. Incazzato nero, me ne torno dallo stronzo di BigLots per pagare 'sti cazzo di mobili. Arrivo con questa valigetta piena di banconote da un dollaro o quasi (vedi foto) e cominciamo a contare i soldi sul bancone. Nel conto saltano fuori 100$ in più... cioè risultava che gli avevo dato 100$ in più. Io non potevo aver sbagliato perché avevo i soldi contati fino all'ultimo centesimo. Per onestà gli dico: ricontali. Li riconta: ormai si era messo in testa che ce n'erano 100 di più. Li riconta. Ancora 100$ di troppo: ricontrollo la cifra scritta sulla ricevuta, pensando allora di aver capito male il totale. Nient'affatto. Insomma...sapete come è andata a finire? Che mi sono ripreso i 100 $ e l'ho ringraziato! Si vede che lassù qualcuno mi ama... ringrazio pubblicamente sul blog. Ricambierò tramite Padre Alfio.

P.P.S.
In tutto ciò sono a casa ad aspettare i mobili, seduto per terra, con solo il computer. Mi ero rassegnato a scomparire per qualche altro giorno, perché nella nuova casa Internet ancora non c'è... accendo il computer e mi ritrovo collegato ad Internet! Senza volerlo, devo essermi attaccato al wireless di qualche vicino!! Un certo CRANE... grazie CRANE!



lunedì, 27 settembre 2004

Perché gli ultimi saranno i primi
Categoria:quotidianismi


(dal Resto del Carlino) - L'uomo che se ne frega di tutto e l’uomo che predica la serietà dell’impegno. E’ stato Vasco a lanciare l’amo a don Ciotti, dopo averlo visto una sera in tivù: «Forti le cose che dice quello. Ma chi è?». Si sono incontrati per la prima volta davanti a un piatto di agnolotti e si sono piaciuti. Fiutandosi a distanza, però, avevano già capito di avere in comune una vita spericolata e un po’ di strada da fare assieme. Amici fragili, dove l’aggettivo non qualifica l’importanza del legame ma la condizione di creature sempre in bilico fra il bene e il male. Ciotti ha aperto al Blasco la sua Fabbrica delle idee, la nuova sede del Gruppo Abele dove non si fa distinzione fra buoni e cattivi perché «siamo tutti un po’ l’uno e un po’ l’altro, e quel che conta alla fine è essere giusti».

E non si stupisce del successo ad oltranza del vecchio rocker che mastica gomme al ginseng. «Stiamo dalla stessa parte», dice. Uno con la musica, l’altro con la vita. Stanno dalla parte dell’ultimo degli ultimi, difendono il dubbio come chiave per aprire porte.

Qualche tempo fa al concerto di San Siro il signor Rossi indossò la maglietta «Legalize» contro l’equiparazione di droghe leggere e pesanti e regalò i proventi delle t-shirt vendute al Gruppo Abele e a don Gallo. Ciotti ha avuto modo di ricambiare a modo suo: con bottiglie di olio che viene dalle terre confiscate ai mafiosi, con un tifo senza condizioni. «Vasco si riconosce nel nostro metodo –spiega il sacerdote - Il metodo è incontrare le persone e affrontare i problemi e non viceversa, accompagnare e non portare, non accontentarsi di soluzioni tecniche. Mettere in gioco l’anima. Vasco Rossi è uno dei tanti. Uno che ha sbagliato e lo ha riconosciuto, che avendo coscienza del limite può andare incontro agli altri. E’ provocatorio, riflessivo, umile. Quello che piace a me piace alle migliaia di persone che riempiono gli stadi: la solidità di una persona che non ha perso le radici, il senso di responsabilità di chi ha avuto una famiglia che tirava la cinghia ed è arrivato al successo senza prendere scorciatoie».

Poi naturalmente ci sono le canzoni, e da don Ciotti non bisogna aspettarsi un giudizio tecnico: «Io ci trovo la passione, quella strana alchimia di ragione e di cuore che mette al riparo dalla retorica. La musica orienta. Se grida parole di pace e di speranza orienta verso la pace e la speranza». Dove si approda non importa, la mèta non conta: «Io auguro sempre a tutti di non arrivare mai, di non sentirsi a posto, di non dare nulla per scontato», dice il uno. E l’altro, quello con gli occhiali scuri: «Sugli uomini bisogna sempre sospendere il giudizio, siamo talmente complicati».

In questi tempi cattivi non sarà un concerto a salvare il mondo, però qualcuno dovrà pur cominciare a provarci. Sul palco e dietro, davanti a un piatto di agnolotti, all’ombra di una bottiglia di olio buono, accarezzando vecchi lividi. Perché no?


di Vasco Rossi


lunedì, 27 settembre 2004

Che ci crediate o no...
Categoria:scritto da stefano havana


...questi sono barili di rum Legendario a riposo in una distilleria alla Havana.
Altro che rapinare una banca...


lunedì, 27 settembre 2004

Confessioni di una mente pericolosa
Categoria:scritto da stefano havana


Ieri notte l'ho rivista.
Sto andando a casa, ho addirittura parcheggiato. Poi lei mi chiama e mi chiede di raggiungerla. Ore 1.33 al mio orologio, ma è sabato e si può fare. Una voce, all'improvviso: domani lavori. Fermati. Fila a letto. Dovrai essere concentrato: dal tuo lavoro dipendono troppe cose. Scaccio il mio personale grillo parlante con una schicchera e vado. E' poco credibile il mio grillo parlante: lo sa anche lui e lascia perdere subito, di solito.

Non la vedo da qualche giorno, lei. Mi sembra più bella. Jeans firmatissimi stretti strappati qua e là. Una maglietta nera e tutta la schiena scoperta. Scarpe decolleté. Tacchi. Quel tatuaggio. Un profumo di donna appena accennato. Perfetta.

E niente, chiacchiere. Sono facili le chiacchiere, quando due persone non si conoscono. Ah, la non conoscenza. Se i popoli del mondo si conoscessero di meno, ci sarebbe poca violenza in giro. Non credo al contrario. La conoscenza genera noia, caos, disordine e, soprattutto, incomprensione. La quotidianità uccide come le armi. Comunque, alla fine ci facciamo più vicini. Lei scende dalla mia macchina per prendere un pacchetto di gomme nella sua: nel movimento noto la griffe D&G sulla natica destra. Le stanno da dio questi pantaloni.

Giochiamo un po'.
Io con i suoi capelli, lei con i suoi occhi nei miei.
Scene già viste: il corteggiamento è un ciclo. Non c'è mai niente di nuovo. Peggio del sesso.
Mi diverto a far crollare uno dopo l'altro tutti i suoi miti. Sono un genio nel distruggere le tesi di una persona. Posso ridurre chiunque sul lastrico della demenza dialettica. Lei di miti ne ha parecchi, intendiamoci: Pinko, Domenico Dolce, Stefano Gabbana, Roberto Cavalli per dirne qualcuno. Ci siamo trovati, inoltre, molto d'accordo su taluni luoghi di cultura che entrambi frequentiamo seppure per motivi diversi: le discoteche di Roma. Lei le conosce tutte, ci va sempre e più volte alla settimana. Io sogno ogni notte un sistema poco ematico per raderle al suolo dalla faccia della terra. Ma si sa: dalle differenze sostanziali nascono le unioni più solide.

Non solo.
Mi rivela che un anno fa ha ponderato l'idea di rifarsi il seno. Sì: in occasione del suo compleanno, così dice. Costo totale dell'operazione in non so quale clinica privata straniera: 16mila (sedicimila) euro. Caspita, tiro il fiato io. 16mila euro per il compleanno sono un bottino interessante. Lavoro quasi due anni per la stessa cifra: penso a due anni del mio lavoro infilati con una cannuccia dentro due tette e mi si rivolta lo stomaco. In più lei ha una più che dignitosa seconda abbondante da calice di champagne, dico io che va trovando?

Ridiamo un po' di tutto questo. Di queste totali, abissali, incolmabili differenze: io sogno una terra desolata dove vivere di agricoltura, libri e pesca per i prossimi settant'anni; lei aspira al miglior privé della più underground discoteca d'Europa ad ascoltare musica elettronica di uno di questi decerebrati con le cuffie messe di sbieco sulla testa a supplire la totale assenza sessuale di cui soffrono laggiù nelle mutande. Eppure ci accettiamo così, Polo Nord e Polo Sud e la mia mano sinistra che le accarezza la schiena morbidissima aiuta queste differenze ad assottigliarsi un po' di più.

Poi così, parlando (sibilando) a un centimetro di labbra, ci baciamo.
Alle quattro in punto del mattino sotto un cielo nero di Roma che neanche Confucio avrebbe saputo descrivere.
E, non so perché, giuro, non lo riesco a capire ora e non sono riuscito ad avvertirlo allora, eppure in quell'unirsi di labbra piuttosto accorato e soddisfatto, qualcosa non è andato. E' stato bello e dolce e molto liceale come piace a me. E' stato un assaggiarsi voluto e desiderato da entrambi, pieno di parole complimentose l'uno dell'altra e ricco anche di una certa carica erotica, il tutto reso ancora più bello dal volersi vedere ad ogni costo, come un bicchiere della staffa.

Eppure.
Forse, chi lo sa, è per questo che oggi non ci siamo neanche sentiti.
Ma vi farò sapere.










domenica, 26 settembre 2004

Federì...
Categoria:scritto da stefano havana


Ma quel giorno, laggiù, un po' dopo Remedios nella nostra Cuba amada, immerso in quell'acqua che di simili non ne avevamo mai viste, a cos'è che pensavi?

Ci rifletto ogni tanto e mi chiedo: ti ho mai visto tanto felice?

domenica, 26 settembre 2004

Mi sono accorto che è inverno
Categoria:scritto da stefano havana


Mi sono accorto che è inverno.
Me ne sono accorto stanotte, rientrando a casa alle cinque del mattino.
Il calendario non lo dice ancora, ma io l'ho sentito l'inverno.
Se ne stava lì, dietro la linea sottile dell'orizzonte e soffiava vento freddo tra i miei capelli. L'inverno faceva rumore, stanotte. Una specie di ronzio, un rombo costante di aria in movimento oltre le fronde degli alberi. Mi sono accorto che è inverno: gli aghi di pino formavano grasse schiere di eserciti ai bordi dei marciapiedi oppure incastrati sui tergicristalli delle auto ghiacciate. Mi sono accorto che è inverno: l'ho visto nelle stelle luccicanti e pulite, nell'unghia di luna gialla a picco nel cielo. Mi sono accorto che è inverno e non sarà un inverno facile da digerire.

Mai un'estate mi ha cambiato tanto. Mai mi ha fatto tanto innamorare di vita. Mai un'estate è stata così intensa e lunga ed estrema e nostalgica, adesso, nel ricordo petulante, insopportabile, rumoroso, stanco. Mi sono accorto che è inverno: me ne accorgo ogni giorno, mentre guardo le foto dei mesi appena bruciati. Mi sono accorto che è inverno: stanotte bussava forte alle porte di legno che ancora lo tengono fuori. Bussava forte, le sue nocche pesanti calavano dure fino a schizzare sangue. L'ho sentito e non lo voglio.

Dentro di me scalpita ancora quel fanciullino che d'estate correva, mangiava di fretta e poi subito via, verso giochi nuovi e mai provati prima di allora. Scalpita ancora, si agita, non ne vuole sapere di chiudere gli occhi e finalmente morire. Se ne sta lì da qualche parte tra anima e cuore e la notte non vuole mai andare a dormire. Mi piacerebbe parlargli, dirgli che qualcosa è cambiato, ma non mi ascolta, non lo fa mai. Salta dentro pozzanghere con scarpe nuove di zecca e china il capo, imbronciato, di fronte un nuovo rimprovero.

Mi sono accorto che è inverno.
Oggi a casa indosso una maglietta a maniche lunghe.





domenica, 26 settembre 2004

Pillole di amicizia
Categoria:scritto da stefano havana


Mi permetto di farlo.
Credo sia un messaggio bellissimo che merita di restare in primo piano e non solo rinchiuso lì, dentro quella scatolina dei commenti. Una bella inoculazione di amicizia da parte di chi gli è stato gomito a gomito durante tanti anni di sogni e apprendimenti. Da parte di Doublethink (sappiamo chi sei, ma il diritto al nickname è sacro, salvo nuove precisazioni!), ovviamente per Fabio, laggiù. Fa così:

Finalmente notizie dal Dr. Ohio...
Non disperare amico mio, cerca di guardare i lati postivi: non tutti possono vantarsi di essere stati invitati alla messa di padre Alfio.... Un consiglio: non farti prestare la macchina del tuo "landlord", piuttosto fatti prestare il pick up che appare sullo sfondo della foto...le ragazze di Columbus non resistono davanti all'inutilità dell'enorme bagagliaio!!!

Resisti, che tutto quello per cui hai lottato è dietro l'angolo.
Resisti in memoria dei "souvenir" dati come unica ricompensa di giorni di lavoro e ore di treno; resisti alla faccia di tutti i Franzioni e di tutti i Servino, dei Cicconetti e dei Tumino (tanto per non fare nomi); resisti nel ricordo di coloro che ci spiegavano l'anatomia su slide rovesciate e che durante le esercitazioni spremevano un brufolo atteggiandosi come durante un intervento a cuore aperto; resisti per differenziarti da chi guadagnava 5 voti con un lacrimoso "perchè io devo andare ad Harvard" e da chi si vantava di fare uno stage per la tesi in "America" per ben 15 giorni...

Questo è quello che lasci, infinito quello che hai davanti, quindi non perdere l'entusiasmo e goditi ogni istante, che io intanto ti preparo il campo per il glorioso ritorno (Bionix lives).

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p.s. Doublethink, se vuoi partecipare anche tu a questo piccolo, strano diario, non hai che da dirmelo. Ti aggiungo volentieri ai noantri. Credo che sarebbe un piacere per tutti, Fabio compreso.









sabato, 25 settembre 2004

L'ennesima papponata
Categoria:scritto da fabio ohio


Dopo aver girato tre giorni a vuoto chiedendo in ginocchio un accesso ad Internet ecco arrivare il giorno della riscossa. Sono omodamente seduto da Starbucks (nota catena di café americana) con il mio HP collegato in wireless high speed (basta che prendi un caffé, ti siedi in poltrona, e navighi gratis), mentre chatto con Gianluca circa il da farsi per l'arredamento; a proposito, ho trovato il negozio tipo Ikea: mi consegnano tutto lunedì ma non c'ho i soldi per pagare. La carta di credito e' bloccata fino a fine mese causa esaurimento plafond, il conto in banca qui ancora non ce l'ho (quindi niente bancomat o assegni) e sono rimasto con 30$ cash... aiutate un povero immigrato!

sabato, 25 settembre 2004

Si comincia a ragionare...
Categoria:scritto da fabio ohio


La famosa Corvette ZO6 del landlord burino. 3500 cc, 450 cv (modificata), cerchi da 18, Goodyear da 295: uno spettacolo. Visto che per il momento non ho la macchina, abbiamo contrattato che se mi fa fare un giro a settimana gli lascio il posto auto che a lui serve (intorno Ã¨ tutta fascia blu). Considerando il tipo secondo me ci sta!