sabato, 31 dicembre 2005

Occhio per occhio
Categoria:mondo, attualità, scritto da andy capp


deportatoA volte non basta una vita per confessare un segreto. Ai vendicatori sono serviti quasi sessant'anni per rivelare il loro. Una vita dedita alla vendetta. Una vita senza perdono. Durante la vigilia di Natale alla tv israeliana un gruppo di vecchietti sopravvissuti alla Shoah ha trovato la forza di raccontare la propria storia, quella dei vendicatori, una squadra della morte che in silenzio eliminò centinaia di nazisti. Di loro se ne era già parlato qualche anno fa in alcuni libri. Nel più famoso, The avengers di Rich Cohen, vennero ricostruite (sotto forma di thriller) le azioni di guerriglia di un movimento clandestino ebraico composto dal giovane Abba Kovner (1918-1987) e dalle sue impavide compagne Vitka Kempner e Ruzka Korczak. Il movimento, in verità, si era già costituito a Vilna dopo l'invasione della Polonia da parte dei sovietici nel '39; ma con l'arrivo dei tedeschi e la distruzione del ghetto, fuggì per formare, insieme ad altri compagni, una brigata di partigiani ebrei nelle foreste polacche.

Oggi di nuovo c'è che è stato rotto il silenzio. Hanno parlato, hanno confermato. Le squadre nacquero per vendicarsi delle SS naziste e agirono su vari livelli: le operazioni più facili avvenivano di notte, quando con abili travestimenti da soldati americani e inglesi venivano rapiti e giustiziati ufficiali tedeschi. Ma durante la trasmissione tv è venuto fuori anche di un attentato ben più grave per intenzioni e proporzioni: con dell'arsenico proveniente da Parigi, 3 mila forme di pane destinate alle mense dei campi di prigionia americani a Dachau e Norimberga vennero avvelenate. Secondo il racconto dei vendicatori oltre 2 mila prigionieri nazisti mangiarono quel pane, ma le cronache del tempo parlano solo di 200 ricoveri per malore. In una recensione al libro di Coehn il Times ha definito la storia di Abba Kovner e dei suoi compagni della foresta "muscolare, tutta ardimento e intraprendenza, più vicina all'immagine del combattente israeliano nelle guerre mediorientali che a quella dei perseguitati".

Nel mese di novembre del 2005 è scomparso, all'età di 97 anni, Simon Wiesenthal, il più famoso cacciatore ebreo di nazisti del dopoguerra. Nel '45 all'uscita dal campo di concentramento di Mauthausen preparò la risposta per quando avrebbe incontrato la morte: "Quando noi superstiti saremo nell'aldilà, i milioni di ebrei morti nei campi ci chiederanno, tu che hai fatto? Io ho costruito case, risponderà uno, io ho venduto gioielli, io ho scritto, io ho fatto l'impiegato in banca. Bene. E tu, Simon, che hai fatto? Io non vi ho dimenticati".