domenica, 30 aprile 2006

L'Unione Sovietica
Categoria:politica, scritto da andy capp


BertinottiMarini"Su, comunisti della capitale,
è giunto alfine il dì della riscossa,
quando alzeremo sopra al Quirinale
bandiera rossa".

(canto di lotta del 1946 - autore sconosciuto)

sabato, 29 aprile 2006

Il leone s'è addormentato
Categoria:musica, scritto da stefano havana


C'era una volta l'uomo che poteva essere il più ricco del mondo e che invece nacque e morì povero in canna. Pazzesca e affascinante questa storia di Solomon Linda, jazzista sudafricano, inventore di quello che è ad oggi riconosciuto come il motivo più cantato e riprodotto della storia della musica: "The lion sleeps tonight". Capito, no? La canzoncina de Il Re Leone e di un miliardo e trentatre spot pubblicitari, film, cartoni animati, feste in maschera, musical, capodanni e riunioni delle medie. Dice che, solo per i diritti d'autore, il geniale inventore di questo tormentone avrebbe dovuto percepire - ad oggi - circa una cinquantina di milioni di dollari. Dice pure che esistono più o meno duecento versioni della stessa canzoncina, riarrangiata, riorchestrata, tradotta e riproposta: la cantano i bambini e gli attori famosi. Insieme a "Jingle Bells" e "Tanti aguri a te" è quasi sicuro che c'è qualcuno in questo esatto momento che la sta intonando per una ragione qualsiasi: sembra che dagli anni 60' in avanti - cioè da quando il gruppo dei Tokens comincia a portare il pezzo in giro per il mondo, reinterpretandolo nella maniera definitiva - "The lion sleeps tonight" abbia raggranellato qualcosa come TRE SECOLI di programmazione radiofonica totale, SOLO negli Stati Uniti. Questo significa che per una manciata di decine di anni, la gente di tutta l'America si è messa seduta nelle proprie cucine o sui propri divani a tamburellare le dita sulle note di Solomon Linda fino ad unire, uno dopo l'altro, tanti secondi, minuti ed ore quanti ce ne vogliono per fare trecento anni di vita degli uomini.

E' incredibile o non è incredibile? Il fatto è che nel 1939, in Africa, il diritto d'autore neanche esiste. Perciò Linda ottiene UNA sterlina quale compenso per la realizzazione del brano. Dieci anni dopo il disco (a 78 giri) ha venduto oltre 100.000 copie in Sudafrica, roba che Ramazzotti e la Pausini se la prendono nel culo pure 60 anni dopo. In quello stesso periodo (siamo a ridosso degli anni '50) il signor Alan Lomax, padre della World Music, salva alcune copie del disco che una casa discografica africana aveva mandato in giro al fine di un'insperata distribuzione. Comincia così il lungo viaggio della celeberrima canzone il cui titolo originale è "Mbube". Nel 1950 i Weavers pubblicano "Wimoweh", un'elaborazione di "Mbube" che balza al sesto posto delle charts americane. Risultato in vendite: quattro milioni di copie in 18 mesi. A Linda, ancora in vita, non arrivano che briciole: circa mille dollari. Per il secondo versamento di denaro dovrà aspettare DODICI anni. Nel frattempo il brano conosce una permanenza record nelle classifiche americane: 178 settimane consecutive grazie al successo del Kingston Trio. Nel 1961 i Tokens pubblicano "The Lion sleeps tonight", ennesima rielaborazione di "Wimoweh" (quindi copia della copia di "Mbube"). E così via, in un vortice progressivo di mancanze e maltolto. Il brano inventato e performato da Solomon arriverà, dopo la morte in povertà dell'autore nel 1962, a scalare le classifiche di tutto il mondo, sconfinando in Europa ed entrando nelle scalette dei concerti di artisti famosi come Brian Eno, gli U2 e i Rem.

Oggi la famiglia di Solomon è riuscita legalmente ad ottenere un minimo riconoscimento per l'arte dell'autore. Non è molto e non è tutto, ma almeno la storia ha avuto una fine onorevole e il leone può finalmente dormire in pace.

lion

venerdì, 28 aprile 2006

Essere tutto
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


Alcune cose sono destinate ad accadere indipendentemente dalla nostra presenza o attenzione. A volte siamo lì, quando un'ape si posa su un fiore e ne trae il nettare; ma il più delle volte stiamo facendo altro, parliamoci chiaro. Nella maggior parte dei casi stiamo lavorando o facendo all'amore. Succede che una mattina ci svegliamo e le strisce pedonali sotto la finestra di casa nostra sono state perfettamente riverniciate e adesso brillano di un innaturale bianco. Passerà del tempo in cui faremo altro sesso, lavoreremo ancora e conosceremo nuove specie di animali o piante e ci risveglieremo davanti alla stessa finestra osservando quelle stesse strisce diventate nuovamente nere, semicancellate e bRuTtE. Ho sempre pensato che davanti a certe risultanze dell'attività umana, noi siamo semplicemente destinati a non esserci.

Se proprio lo volete sapere, l'altro giorno mi è capitato - per la prima volta - di sconfinare in questo territorio del non-visto. Per chi conosce Roma stavo a Corso Francia, all'altezza del Mac Donald's, fermo al semaforo a una decina di metri di distanza da un cavalacavia. E' stato allora che ho alzato gli occhi al cielo e l'ho visto: un ragazzo abbarbicato su quel ponte, preda di un amore molto più forte e molto più acceso di qualunque senso di vertigine o imbarazzo. Uno di quelli che, da quando sono nato, mi domando come predisponga la sua azione, come faccia a muoversi, come possa scrivere caratteri tanto precisi e chiari a quell'altezza e senza vergognarsi degli sguardi degli altri, per giunta, del giudizio certamente negativo di chi non ne sa niente.

GIULIA SEI TUTTO PER ME

Allora esistono, ho pensato mentre il semaforo diventava verde e lui componeva con cura il suo messaggio (lo stesso che un'altra mattina io avrei visto già bello che compiuto, senza saperne niente del resto). Esteriormente in tutto e per tutto uguale a me. O a te: un cappello con la visiera in testa, dei pantaloni corti allo stinco di colore bianco e una t-shirt del tutto anonima, ma rossa. Esistono veramente queste anime illuminate che una mattina assolata si svegliano, prendono gli strumenti giusti, e vanno sul ponte più alto e trafficato di Corso Francia a scrivere un messaggio d'amore carico di speranza, dolore, luce, coraggio e determinazione. Giulia sei tutto per me. Ci sono sul serio questi ragazzi che non hanno timore dello sguardo altrui e scavalcano un ponte, a rischio della loro stessa vita, per scrivere quelle frasi che resteranno nel tempo o fino alla prossima pioggia. Esistono, giuro, ne ho visto uno. Adesso non so se questa Giulia abbia fatto qualcosa di male, o se sia stata lei a ricevere uno sgarbo e adesso sia in attesa di perdono. Non lo so, ma sono fiducioso e mi chiedo proprio chi mai possa rimanere indifferente a una cosa simile. Perciò spero tanto che questa Giulia - che io mi immagino bellissima - voglia ascoltare il grido coraggioso e magnifico di questo Romeo de noantri, arrampicato lassù senza neanche un pubblico.

Persone così sono destinate a salvare il mondo e a non morire mai. Perfino precipitando tragicamente da quel ponte, io mi immagino, uno così che altro potrebbe fare se non rialzarsi da terra, spolverarsi i vestiti, infilarsi le mani in tasca e proseguire - come nulla fosse - per la propria via?

giovedì, 27 aprile 2006

L'amore più alto
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


L'altra sera pensavo all'anima gemella. Ci pensavo ad alta voce, per la verità, sotto le coperte mentre un'altra voce mi rispondeva piano nell'orecchio destro. Parlavamo dell'anima gemella. Voi ci credete? Ci avete mai pensato? Cos'è l'anima gemella? Chi è? L'anima gemella, soprattutto, dov'è? E' lecito aspettarsi che non solo la nostra anima gemella esista, ma esista contemporaneamente a noi e in un dove ragionevolmente prossimo al nostro stesso? Oppure è fantasia?

Prendete la persona che più amate o che più avete amato. Pensate a quanto siete stati bene insieme o a quanto state bene insieme in questo preciso momento; pensate a quella persona in termini di amore totale, di vita insieme. Avete parlato di bambini o di matrimonio? Avete parlato di progetti e fedeltà vita natural durante? Sì che l'avete fatto. Vi siete guardati negli occhi quando eravate ventenni e stavate per darvi il vostro primo bacio, pensando a tutte le conseguenze e perfino alle tecniche: al viso, se era posizionato nella giusta inclinazione per trovare le sue labbra desiderose. Al naso, se per caso - messo così - non sarebbe andato a scontrarsi con il suo. L'avete fatto, vero? Adesso sono passati - quanti? - un po' di anni oppure solo pochi mesi, al punto che tutto vi sembra ancora magico e così sarà a lungo; è ancora la fase in cui a un bacio segue un altro e poi si finisce a far l'amore, senza pensare che s'è fatto tardi e che domani dobbiamo lavorare.
Prendete questo amore, tenetelo tra le dita come al termine di una di quelle serate magiche in cui vi trovate a pensare che siete stati proprio fortunati ad incontrarvi; arricciatevi questo amore tra i capelli e concedetevi pure uno di quei pensieri sull'inevitabilità del vostro rapporto. E se quel giorno non fossi uscito di casa? E se quel lunedì non avessi trovato il coraggio di chiederti se l'avevi già visto Crash o se per caso avevi piacere di venirlo a rivedere con me? E se non avessi fatto quella strada? E se avessi preso l'ascensore con un minuto di ritardo? Fate pure questi esercizi morbidi mentre guidate verso casa, con tutto il suo profumo ancora addosso e nell'incavo del collo la scia secca di mille baci ardenti. Siate perdutamente innamorati, anzi amate fino a soffrire d'insonnia. Amate al punto da farvi sanguinare il naso. Voglio che prendiate esattamente questo amore, non un altro. L'amore che vi siete concessi all'ennesima potenza. Sollevate, dai vostri ricordi comuni, quello assolutamente magico, quello che vi fa parlare di telepatia, di predestinazione, di scritte sui muri e cartelli appesi sui cavalcavia delle autostrade a sprezzo della vita. Avete fatto l'amore su tutti i divani di casa, vostra e sua, avete fatto l'amore in almeno quattro o cinque abitazioni diverse, a notte fonda, con i genitori di uno o dell'altro nell'altra stanza a dormire e i fiati di passione soffocati nel cuscino e i segni dei denti nell'incavo dell'avambraccio; avete fatto certamente così con il vostro amore totale, quello di cui sentite la mancanza perfino nel momento in cui ce l'avete ancora.

E allora prendete questo amore e, una volta che ce lo avrete ben bene davanti agli occhi, pensate - anche solo per un istante -, provate a concepire l'idea che questo amore NON sia la vostra anima gemella. Riuscite a farlo? Io ci vado al manicomio. Il pensiero nascosto, proibito che esista un amore ancora più in alto di quello totale. Uno, da qualche parte, che farebbe impallidire l'amore che vi ho detto di prendere tra le mani. Sarebbe quella l'anima gemella? E se fosse in Groenlandia? Con tutto quel freddo che... Oppure nel bel mezzo del deserto del Sahara: la tua anima gemella è lì, colleziona scorpioni e tu non lo sai. L'anima gemella, che storia. Forse non esiste. Forse è meglio non trovarla mai. Forse è un fastidio che da qualche parte preme e agita. Come un dolore intercostale quando si tira su col naso. O come quel respiro lungo, non so come si chiama. Quello che ogni tanto non ti viene: non è che senza muori. Però, poi, quando finalmente ci riesci - ecco - ti sembra di non aver mai veramente respirato fino a quel momento.

mercoledì, 26 aprile 2006

Attentato alla ragione
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Un'altra cosa che bisogna fare, parlando di televisione - oltre che essiccare le possibilità interpretative dello strumento: vale a dire: certe trasmissioni sono una merda, stop - un'altra cosa da fare, dicevo, è imparare a giudicare criticamente ciò che si vede, al di là del messaggio che ci vogliono dare. Andare oltre gli applausi e le risatine campionate: il cavaliere mascarato - come detto più volte - non fa ridere. E' un pericolosissimo (e perfettamente riuscito) strumento di regime; il processo a Vanna Marchi non è roba di colore; Morelli non è uno psicologo bravo e pacato; "Amici" non è un riuscito intrattenimentto che distrae la gente dai problemi veri ma, anzi, li amplifica e, addirittura, contribuisce a produrne di nuovi; è inutile che "Le Iene" facciano l'intervista doppia ragazzina ricca dei Parioli/ragazza-madre di una favela di Rio, perché quello che ne esce è demagogia pura, non tenerezza; è vero che Emilio Fede fa ridere MA non dovrebbe, in quanto direttore di un importante tg nazionale. Insomma bisogna stare attenti a guardare con i propri occhi, perché quanto agli occhi degli altri - ussignora - è una continua mistificazione del va tutto bene-la crisi economica non esiste-la juve non ha bisogno di aiuti arbitrali.

A questo proposito, mi è capitato di assistere l'altro pomeriggio a una vergognosa puntata di "Verissimo". C'era tutta una serie di gente adibita a discutere dei possibili eliminati dalla casa del Grande Fratello: gli amici di questo a difendere uno e gli amici di questo a fare la stessa cosa per l'altro. In collegamento video, per l'occasione, il padre di uno dei papabili all'uscita, ovvero il signor Megni, genitore del tizio che fu rapito anni orsono e che adesso si è completamente giocato la vita partecipando al GF.

Il discorso era questo: volevano far passare Augusto Megni, il concorrente, per un EROE. Dicevano (e sono testuale): "Augusto ha dimostrato grande forza, determinazione e coraggio per partecipare al Grande Fratello". E ancora: "Pensate che lui, al solo sentire l'odore di agnello o di arrosto in genere, può anche svenire perché quello era il menu fisso del suo periodo di prigionia", e anche: "Non sopporta gli insetti, perché durante il rapimento gli camminavano intorno e in quella casa ce ne sono a bizzeffe". A parlare erano individui tipo Simona Torretta o una specie di velina che non ho riconosciuto, insieme ad altri. Morettianamente stavo davanti alla tv implorando almeno il padre di Augusto affinché dicesse qualcosa di intelligente, qualcosa da padre, insomma, qualcosa che risollevasse le sorti morali della trasmissione. Quando ha finalmente preso la parola, io ci ho sperato davvero: "Volevo dire - ha esordito l'uomo - che non è stato un atto di coraggio quello di mio figlio, ci mancherebbe pure". Al che ho esultato: finalmente! Ma poi quello ha proseguito e ha devastato ogni speranza per un futuro migliore: "Mio figlio, come tutti i 26enni italiani, aveva ambizioni di un certo tipo e con la partecipazione a un reality show di grande importanza ha solo voluto soddisfarle".

Così, Augusto Megni ha fatto davvero la figura dell'eroe e tutti giù ad applaudire; i ragazzini da kasa mandavano sms di incoraggiamento per lui alla modica cifra di un eurononsoche ciascuno, quando un sms normale costa 6 centesimi e una prostituta, che potrebbe iniziarli al sesso, solo poco di più. E tutti vissero felici, imbrogliati e contenti, basta che sia bona/o.

Vorrei parlare anche di Serena Grandi, ospite nella stessa puntata. Vorrei parlare di questa signora, su cui hanno anche gravato accuse penali di un certo tipo. Parlare di questa donna la cui fama è dovuta anche a film pornografici e a presenzialismi non proprio eleganti. Vorrei parlare di lei e di come sia stata fatta passare, in trasmissione, per una grande attrice drammatica avanguardista, per un elemento di spicco della cultura italiana. Perché - è naturale - che ci stava a fare a "Verissimo" Serena Grandi? Ma era lì per presentare il proprio ROMANZO, no? Perciò vorrei anche parlare di come, raccontando del suo libro, lei abbia detto: "E' la storia di una prostituta che poi torna in sé e diventa una donna normale"; e vorrei spiegare a voi che - personalmente - davanti a un Autore che, nella presentazione del proprio lavoro, già esprima un giudizio simile sul protagonista, io VOMITO. Davanti a uno scrittore che dica così, io ci scorgo neanche poca intelligenza, ma la desolante prova che ha semplicemente sbagliato mestiere.

Vorrei parlarne, giuro, ma Serena Grandi ha le tette davvero TROPPO grandi per poterne dire male.

martedì, 25 aprile 2006

Per quelli che lo avevano dimenticato
Categoria:politica, scritto da andy capp


L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Sfilata

lunedì, 24 aprile 2006

Quando la prostituzione è più dignitosa
Categoria:televisione, scritto da andy capp


Lele Mora e i suoi ragazziNella foto, a sinistra Francesco Arca, professione ex tronista attualmente protagonista del reality "La Fattoria" in onda su Italia Uno. Al centro, Cristiano Angelucci, il suo migliore amico e fratello di Salvatore (un altro tronista), attualmente corteggiatore nella trasmissione "Uomini e Donne" in onda su Canale 5. A destra Lele Mora, il più potente manager dello spettacolo: nella sua scuderia vanta circa 120 artisti.

Non è la prima volta che su noantri affrontiamo argomenti come reality, Maria De Filippi, soubrette e volti nuovi. Spesso ci siamo chiesti se fosse giusto parlare o meno di questi personaggi. Qualcuno in passato ci ha accusato di censura, qualcun altro di stalinismo. Ma abbiamo sempre precisato che preferiamo la denuncia al silenzio. Lo storcere il naso infastiditi è un atteggiamento che non ci appartiene. Non basta pensarlo, bisogna DIRLO! E' scritto proprio in alto a sinistra sul nostro blog, fateci caso.

Ora, dopo l'aspro periodo legato alle elezioni, riprendiamo uno dei nostri cavalli di battaglia: aprire gli occhi della gente. Questi personaggi, queste trasmissioni non dovrebbero esistere. Non ce n'è alcun bisogno. Possibile che la dignità di alcune persone (che magari sognano di sfondare nel mondo dello spettacolo) arrivi così in basso come si vede nella foto in alto? Possibile che esistano produttori disposti a finanziare programmi che definire spazzatura è poco? Non è vero che non c'è niente di male nel guardare questa roba. Perché guardandola, anche con la spocchiosità di chi ci ride perché si sente superiore, questa roba viene legittimata. Uomini e Donne è una trasmissione volgare che inneggia al tradimento e al voyerismo. Amici è una scuola che insegna a fregare il compagno di banco, è un'esaltazione della "vittoria ad ogni costo ottenuta con ogni mezzo".

Una volta andava in televisione chi era capace di far qualcosa. Oggi è esattamente il contrario. Sarà per questo che La Corrida non fa più notizia. I dilettanti allo sbaraglio, oggi, sono sempre in onda. E partecipare al Grande Fratello è il sogno di chi vuole lavorare in tv, di chi cerca una scorciatoia per il successo. Quanti anonimi Taricone sono passati e sono stati dimenticati? Mostri sfruttati e poi distrutti dalle stesse menti diaboliche che li hanno creati. E' bene fare alcune considerazioni: chi diventa Taricone per sei-otto mesi non fa i soldi, perché fare una vita di rappresentanza, frequentare certi giri, costa troppo. Secondo, è un'ingiustizia vera e propria che un incapace tolga spazio (in tv, alla radio o in libreria) a chi invece merita di averne. Terzo, chi partecipa all'indotto della cosiddetta tv spazzatura (comprando riviste, mandando sms per votare) è colpevole quanto, se non di più, di quelli che l'hanno inventata.

domenica, 23 aprile 2006

Parliamo di calcio
Categoria:sport, scritto da stefano havana


Io sono tifoso della Lazio.

Sono uno di quelli che crede che il calcio sia una cosa seria: il pensiero sottocutaneo che traccia le menti di certe persone per cui 22 uomini che corrono sudati non possono rappresentare motivo di interesse, ecco io lo lascio a costoro: che vivano pure le loro annoianti vite a brontolare. Io sono tifoso della Lazio e credo che il calcio sia una cosa che possa condizionare l'umore e la vita stessa di una persona. Qualche frocetto di sinistra benpensante ha usato la metafora del calcio, ultimamente, per parlare del risultato elettorale: sembra che, in una partita di pallone, a vincere al 97' su autogoal ci sarebbe da vergognarsi. Ecco qua il più fulgido esempio di un soggetto per cui il calcio è qualcosa da ricercare sulla tavola degli elementi. Uno che non ha mai (MAI) seguito con partecipazione una partita di pallone. Uno che sicuramente non ha mai giocato. Vincere al 97' su autogoal è il calcio. Quando vinci al 97' su autogoal, la mattina dopo esci di casa prima degli altri per andare a comprare il giornale e poi cammini tronfio, col quotidiano sotto il braccio, facendo bene attenzione che si legga bene bene il titolo. Quando vinci al 97' su autogoal - o su calcio di rigore che non c'era - la prima cosa che fai è farti vedere in giro. Vai a trovare il macellaio e il barbiere per riscuotere quel taglio gratis o quel manzo a metà prezzo. Quando la tua squadra soffre da morire e poi strappa una vittoria immeritata, la notte non ci dormi e bruci il telecomando del televisore a forza di cercare le immagini dell'esultanza STRATOSFERICA dei tuoi. A patto che non ci sia stata truffa, è ovvio.

Vincere così, questo voglio dire, non significa rubare una partita. Rubi una partita quando l'aiuto arbitrale è categoricamente scientifico. Quando l'aiutino politico e strumentale è cristallino, puntuale, fastidioso: ecco quando hai rubato una partita. Ieri pomeriggio la Juventus è riuscita in un'impresa titanica: in novanta minuti è riuscita a non meritare più uno scudetto che doveva strappare dalle mani del Milan in maniera plebiscitaria. Ieri la Juventus ha rubato una partita, uno scudetto, il diritto di stima da parte degli avversari. Io sono tifoso della Lazio, ma la Juventus non ha rubato una partita per questo. Vero è che solo quando giochi a Torino contro i bianconeri può succere di andare al riposo in vantaggio e di essere contestualmente triste e demoralizzato come sotto di tre goal. E noi tifosi della capitale, Lazio e Roma, siamo orgogliosi come puttane improfumante: sull'1-0 contro il Lecce già pensiamo a Coppe dei Campioni. Mica ci fasciamo la testa. Mica ci nascondiamo dietro a un dito: eppure ieri pomeriggio, all'intervallo, le facce intorno a me erano quelle della sconfitta certa, sicura, imminente. Erano le espressioni di chi s'aspetta, da un momento all'altro, er pasticciaccio brutto.

Levare il gusto alla vittoria, che senso ha?
Ben venga il gol di Trezeguet a cinque minuti dalla fine. Quello fa mordere il cuscino, non è un problema. Quello è calcio, evviva. Un ginocchio e una caviglia spezzati e una tibia fratturata in 180 minuti e neanche un rimbrotto verbale, questa è la rabbia, invece. A fronte di un'espulsione fiscale come un capotreno e di un goal annullato, su cui si potrebbe discutere quantomeno una settimana.

Volevo parlare di calcio, invece non l'ho fatto.
Facciamo finta che questo sia il post della domenica, allora. E un modo come un altro per dire che la nottata passa sempre e che, insomma, il blog è aperto, ci mancherebbe pure.

sabato, 22 aprile 2006

La Serie A è una farsa
Categoria:sport, scritto da stefano havana


Vincere a Torino contro la Juve è

VIETATO

Se la gara con la Lazio non finisce con la vittoria di quest'ultima, io GIURO che chiudo questo blog a tempo indeterminato. Con buona pace ma, sono sicuro con partecipazione, degli amici romanisti facenti parte della combriccola.

venerdì, 21 aprile 2006

Storie de Noantri - Fiji der sangue
Categoria:storie de noantri, scritto da andy capp


Romolo e Remo

Questo è un piccolo omaggio da parte di noantri alla Città Eterna nel giorno del suo compleanno. Per farlo abbiamo scelto di dedicarle un nuovo capitolo della nostra rubrica sulla romanità. Si tratta della più classica delle leggende sulla sua fondazione raccontata in romanesco, che in un certo senso può far riflettere sul carattere dei cittadini romani e sul loro rapporto viscerale con la terra di cui sono figli.

Er 21 aprile der 753 prima de la venuta de Cristo, tale Romolo, fijo de 'n pastore e de 'na donna dalla dubbia fama, tracciò 'n solco e stabbilì la sua legge: chi l'ortrepassava senza er suo permesso sarebbe morto ammazzato. Romolo se circondò de ladri, assassini e delinquenti d'ogni sorta che vivevano vagabondando pe' le valli der Tevere, rubbando tutto quello che se poteva rubbà. Quell'omini affamati de vita nun sapevano che di lì a poco sarebbero diventati Romani. Mancava solo er richiamo der sangue pe' fà nasce Roma Eterna.

E così la mattina che Remo ebbe l'ardire de passà quer cerchio, ecco che la lama luccicante der fratello je strappò la vita. Nel sangue er Natale de Roma s'era compiuto e la parola Amor se faceva maggica pe' li tempi futuri così da permette a li papi le loro sacre celebbrazioni. Da quer momento in poi er solco avrebbe accolto tutti quelli che avessero avuto voglia de diventà fijo de la guerra e dell'amore. Chi è arivato è diventato Romano. Nelle viscere della terra ribbolle ancora er sangue de Remo. E quanno er Ponentino s'acquieta se sente ancora er suo grido de dolore. Benvenuti, questa è Roma, la Città Eterna.

(altre Storie de Noantri)

Er Tinea

Er Vicolo

Er Gobbo der Quarticciolo

giovedì, 20 aprile 2006

Vietato ballare sulla botola
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


L'altro giorno stavo dal barbiere. Ho già parlato una volta del mio barbiere, ora che ci penso. Adesso però è una cosa diversa che voglio dire: in pratica stavo lì sulla solita sedia che tra i tanti culi che accoglie, accoglie anche il mio da almeno una quindicina d'anni. Ed ero un po' imbarazzato perché seduta sulle sedioline dell'attesa, insieme agli altri, c'era anche una ragazza. Giovane, ma bella di quella bellezza senza responsabilità; una niente di che, piuttosto dozzinale. Voglio dire che non era certo la sua avvenenza a mettermi in imbarazzo; però il mio barbiere è un posto per maschi, che cavolo, e di femmine non se n'erano mai viste prima. Ecco la difficoltà: io lì davanti allo specchio, con i capelli tutti bagnati e un telo gigantesco che mi copriva trasformando la mia testa nella punta ridicola di un triangolo umano. Una cosa strana, o no? Senza contare che se c'è una cosa che non mi piace, questa è che mi guardino mentre mi tagliano i capelli. Con quella tizia lì dietro - che non è che mi guardava, ma ogni tanto un occhio lo buttava - tutto mi appariva distorto, come quando in metropolitana ti senti osservato e come minimo ti convinci di avere un'enorme caccola pendente dal naso. Non riuscivo nemmeno a capacitarmi della mia immagine allo specchio: troppe occhiaie, la barba è tagliata malissimo e non è forse un brufolo quello sullo zigomo?

Capito la situazione? Come se non bastasse, a un certo punto mi sono accorto di questo signore seduto accanto alla ragazza non bella. Era quasi interamente nascosto dal Corriere dello Sport e ogni tanto bofonchiava qualcosa su Lotito; nel mentre faceva oscillare nervosamente le ginocchia. Dopo un po' ha cominciato a battere anche i piedi per terra, come quando uno sta a un concerto e segue il ritmo; sotto di lui doveva esserci come una botola di ferro, qualcosa che si può aprire e - che ne so - contenere qualcosa, tipo un deposito, una cantina. Roba da negozi. Il signore stava così, leggeva di Lotito e sbatacchiava i talloni su questa specie di botola di ferro che faceva un rumore regolare: tam tam-tam tam tam-tam. Al che il mio barbiere si è girato: si è proprio girato, non è che lo ha guardato attraverso lo specchio o che. Si è girato con una forbice nella mano destra e un pettinino d'osso nella sinistra. Pure la ragazza anonima ha osservato la scena nel riflesso, ci ho fatto caso. Io stavo lì con tutti i capelli sulle spalle e il mio barbiere ha detto a quel tizio:

- Embè?

Ed è stato buffo, giuro. Quello è spuntato da dietro il giornale, come un soldato dalla trincea, ma non si è mica fermato con le ginocchia e tutto. Tam tam-tam tam tam-tam.

- Che c'è?
- I piedi.
- Eh...
- Che fai?

Non so dire se si conoscessero o no. Secondo me non si erano mai visti prima di allora. Comunque il tizio a quel punto s'è fermato e si è guardato la punta delle scarpe come se se le stesse misurando in quel momento. Il mio barbiere ha continuato:

- Guarda che se si apre ci cadi dentro...
- Che si apre?
- La botola.
- La botola?
- Si apre, ti dico. Se ci salti su, la botola si apre e tu ci cadi dentro.
- Ma per piacere...
- Ti dico che è esattamente quello che succederà se continui a saltarci sopra.
- Ma mica ci sto saltando sopra...
- Quella non regge...
- E allora, scusa, perché ci metti le sedie sopra? Uno viene qui sicuro di tagliarsi i capelli e invece magari finisce dentro una botola...
- No, la botola non si apre se uno non ci balla sopra.
- E io mica ci sto ballando! Anche se, secondo me, pure se ci ballo sopra, la botola non si apre.
- E prova, allora, dai. Poi non ti vengo a raccogliere.
- Cose da pazzi...
- Senti, fai finta che fuori hai trovato un cartello: «Vietato ballare sulla botola».
- Cose da pazzi...

Ed è tornato dietro al Corriere dello Sport, dando un colpo di frusta alle pagine. Il mio barbiere è rimasto a guardarlo un altro po', sempre con una forbice nella mano destra e il pettinino nella sinistra. Io ho pensato improvvisamente che se gli fosse preso uno schizzo, avrebbe potuto scagliarsi contro quel signore e trafiggerlo con le forbici. Mi è venuto da pensare che andarsi a tagliare i capelli è soprattutto un immenso atto di fiducia verso il proprio barbiere, che cazzo. Ogni giorno milioni di persone offrono il collo alla lama di uno sconosciuto: che storia la vita. Non ci fidiamo di nessuno, stiamo sempre a guardare dallo spioncino della porta di casa, prima di aprire, e come se niente fosse concediamo a uno qualunque di avvicinarci delle punte acuminate alle orecchie, agli occhi, alla gola, alla nuca, alle tempie.

Stavo pensando a tutto questo, quando sono successe tre cose. Esattamente tre cose e in quest'ordine, me lo ricordo bene: il mio barbiere è tornato a tagliarmi i capelli facendo segno di no con la testa, il signore ha ricominciato a fare un rumore d'inferno con i piedi e la ragazza così e così si è infilata le cuffie dell'ipod nelle orecchie e ha appoggiato la testa alla parete dietro di sé, facendo un enorme sbadiglio. Dopo di che è partita l'edizione straordinaria del tg e l'argomento del giorno è diventato l'arresto di Bernardo Provenzano. Che disdetta, ho pensato: sarebbe stato magnifico vedere quel signore alzarsi dalla sedia e cominciare veramente a ballare sulla botola all'ora di pranzo.

mercoledì, 19 aprile 2006

25 Aprile
Categoria:politica, scritto da noantri


L'Ufficio Centrale Nazionale elettorale della Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente sancito la vittoria dell'Unione nelle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006. Lo scarto a favore della coalizione guidata da Romano Prodi si è ulteriormente ridotto a 24.755 voti, cioè 469 voti in meno del primo conteggio. I supremi giudici hanno anche respinto le contestazioni sollevate in varie sedi dall'ex ministro della Lega Nord, Roberto Calderoli, rilevando che la nuova legge elettorale "non prevede tra i requisiti di ammissibilità di una lista e del suo eventuale, collegamento in una coalizione quello della presentazione in una pluralità di circoscrizioni elettorali". Pertanto, la Suprema Corte ritiene che "deve ritenersi consentito che una lista possa essere presentata e possa collegarsi in una coalizione anche se la relativa presentazione avvenga in una sola circoscrizione".

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la sentenza

mercoledì, 19 aprile 2006

Appello: subito il governo Prodi
Categoria:politica, scritto da stefano havana


Avevo chiesto qualcosa di più intelligente della ridicola mozione Sofri. Mi hanno scritto, ci sono stati dei commenti e, alla lunga, mi sono convinto pure io che non esiste un'alternativa alla mozione Sofri. E' giusto che non ci sia, è giusto fare fronte compatto e abolire definitivamente questo snobismo da sinistrati sinistrorsi.

Mi hanno segnalato, allora, questo APPELLO.
E' questo appello la risposta più giusta e intelligente allo snobismo pseudo intellettuale. A una settimana dall'exit poll, credo che sia anche la maniera più giusta per "chiudere" idealmente questi sette giorni di accalorata (e non laica) analisi post-elettorale.

"E’ necessario abbreviare il più possibile questa fase di grave incertezza politica. Il governo Berlusconi, uscito sconfitto alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006, non ha più la fiducia del paese. Ogni minuto che passa rappresenta un pericolo per la democrazia nel nostro Paese".

"Ci sono tutte le condizioni per giungere immediatamente alla formazione di un nuovo governo, come da più parti affermano autorevoli costituzionalisti, Romano Prodi ha conquistato democraticamente una netta maggioranza politica, il Capo dello Stato è nel pieno dei suoi poteri e dal momento dell’insediamento delle Camere previsto per il 28 aprile prossimo potrà procedere ad assegnare l’incarico di formare il nuovo governo".

"Se Silvio Berlusconi e il suo governo rifiuteranno di dimettersi ci troveremo di fronte a una violazione gravissima delle regole della democrazia che costringerebbe il Presidente della Repubblica a revocare l’attuale governo, o il nuovo Parlamento a presentare una mozione di sfiducia. Un caso unico e gravissimo nella storia della Repubblica italiana".

"Invitiamo tutti i cittadini, la maggioranza che ha votato per i partiti dell’Unione e del centro-sinistra e tutti coloro che hanno a cuore le regole e le democrazia nel nostro Paese a riempire di significato politico, con la loro presenza attiva e partecipe, la giornata del prossimo 25 aprile, festa della Liberazione, perchè l’opinione pubblica manifesti nelle piazze di tutte le città italiane ponendo con fermezza la richiesta dell’applicazione delle regole e delle procedure affinchè si giunga immediatamente alla formazione del nuovo governo espressione della maggioranza politica uscita dalle elezioni".

"Si ristabilisca così una corretta e netta linea di demarcazione tra i vincitori delle elezioni e coloro che sono usciti sconfitti dalle urne. E che veda il ritorno al centro della vita politica del paese il Parlamento, dove la nuova maggioranza sia in condizione di assumersi tutte le responsabilità di governo del paese e dove la minoranza politica uscita sconfitta dalle elezioni rientri democraticamente nei ranghi costituzionali ai quali la maggioranza dei cittadini italiani l’ha destinata con il proprio voto".

"COMITATO 10 APRILE" [Comitato spontaneo per la difesa del voto delle Elezioni Politiche 2006]

L'appello è stato scritto da Roberto di Nunzio, giornalista, direttore di "Reporter Associati International", con la partecipazione di Lello Voce, giornalista e scrittore, e Rodrigo Vergara, direttore di "ArcoirisTv".

martedì, 18 aprile 2006

Questo è un post su Anna Falchi
Categoria:società, scritto da stefano havana


Stefano Ricucci è stato arrestato.
Le ipotesi di reato sono aggiotaggio e violazione di segreto d'ufficioAnna Falchi aveva rifiutato la comunione di beni. Per amore, dicevano... la realtà è che le donne hanno i superpoteri.

A parte questo, ormai è evidente che il governo della sinistra sta cominciando a funzionare. Il prossimo passo è che Provenzano si penta e faccia i nomi di cui tutti siamo a conoscenza. Così altro che lotta all'ultimo seggio al senato...

lunedì, 17 aprile 2006

La mozione di Sofri è una cagata pazzesca
Categoria:politica, scritto da stefano havana


Buona Pasqua.
Un po' di verità per bocca di altri.

>>> da Babsi Jones sui rosapugnettari

"Un pensierino peregrino e inviperito. Ho letto tre diversi blog (non li linko: non offro visibilità e lettori a chi fa propaganda: questi non fanno politica, questi piazzano tessere), tutti e tre orientati Rosa-nel-Pugno, impegnatissimi a scandalizzarsi e orripilarsi perché "la sinistra estrema" (sic) avrebbe "vergognosamente vinto" e sarebbe un partito "antidemocratico e similfascista" (sic) e bla bla. E poi il secolarismo e i diritti degli omosessuali e bla e ancora bla. E addosso a Rifondazione e limitrofi. Io a questi RosaPugnati non ho rotto l'anima: e non ho visto nessun blog di sinistra andare a provocare i nostri recenti alleati (eh, già). Questi rampanti nuovi borghesi radical-chic, invece, sembrano esser partiti in quarta per compilare l'Enciclopedia del Moderno Democratico e far lezione. Sicché volevo dire a questi tre o quattro: con buona pace delle pugnette floreali e dei Pacs, carissimi alcuni rosaroli miei, questo paese dal letamaio fascista ci è uscito perché i nonnini che adesso sarebbero membri di questi tre partiti sono andati in montagna a farsi un culo così. E sono andati a rompersele, le chiappe contadine e operaie, per permettere anche a voi tre di darlo via, il vostro prezioso liberale deretano: ne sono fiera e felice. I sermoncini di libertà recentemente appresa, da marxista ipercritica e iperdubbiosa cresciuta nelle case popolari dei pidocchi e dei disoccupati, io non me li sorbisco. Soprattutto se somministrati da alcuni giovani membri di un partito che a ogni consultazione elettorale salta dalle braccia di Prodi a quelle di Silvio B., con la nonchalance che è tipica di chi ancora sta cercando di capire se destra e sinistra sono come dire carne o pesce, alto o basso, Cip e Ciop, Smith & Wesson.

Sono assai contraria ai gulag, stramaledetta sia la sola parola, ma un paio d'anni di geloni ai piedi a tenere le barricate che tennero i partigiani io, a voi tre o quattro rosapugnettanti, ve li darei: a scopo educativo. C'è differenza fra crepare di fucilate e farsi le canne, non so se v'è giunta notizia lassù nel Nirvana della New Democracy; chissà se fra 60 anni di storia (e di campi, e di fabbrica) voi novelli radicali ferecemente anticomunisti capirete quale differenza c'è fra morire per la Repubblica o digiunare per lo spinello. Non vorrei vi fumaste la Costituzione. Perché nei prossimi mesi è di Costituzione che si parla, è la Costituzione che ci giochiamo, non festicciole lisergiche e paillettes".

>>> da Babsi Jones su Silvio B. e la sinistra:

"Io continuo a non capire in che paese vivo, e non parlo della metà forzista, armeggiona, farneticante (dal forum azzurro ieri sera lei ha appreso che si discute di matite non regolamentari, delebili, per cui i malvagi comunisti avrebbero nottetempo cancellato voti forzisti per darli a Diliberto: dopo di loro, il manicomio); parlo della metà sinistra(ta) a cui dovrei appartenere. Non li/vi capisco, e non so se aggiungere l’avverbio "più" o trattenermi. In “Quando c’era Silvio” c’è un cumulo tale di materiale per cui un sano culo democratico dovrebbe saltare dalla sedia ed una sana boccuccia democratica dovrebbe esclamare ma santamadonna questo no!, e voi vi lasciate stravolgere e impressionare dall’episodio Schultz? Sarà che io ho visto il documentario in compagnia di un balcanico. Che parla l’italiano, ma al quale ho dovuto dare abbondanti ragguagli storico-politici. Ora, passi che (l’ex) PresDelCons dia del kapò a un europarlamentare colpevole solo di aver fatto domande scomode. Ci sta, nell’ottica del personaggio. Un po’ più arduo è spiegare a un (diciamo) serbo che sì, è proprio Totò Riina quello che dice: “Cosa Nostra? Non ho idea di cosa sia. Devo averla sentita menzionare in televisione.” E poi mi tocca spiegargli che sì, Ingroia sta proprio parlando di Dell’Utri. Non so come fare a spiegargli quali sono i 53 (cinquantatre) provvedimenti a favore di Silvio B. sfornati in un quinquennio dal suo Parlamento. Non so come spiegargli l’abbinamento comizio di Borghezio + preparativi delle celebrazioni per Santa Rosalia. Come fare a spiegargli un’imbecillità così speculare e così pericolosa. Sul video appaiono le facce di Santoro e Biagi, si parla dell’editto bulgaro: che un giornalista venga censurato lo capisce anche un balcanico, per carità, ma io mi trovo a dover spiegare che no, Enzo Biagi non era un agitatore dalle opinioni al vetriolo. A cosa siamo arrivati, cosa abbiamo sopportato. Spiego, rispiego, ma vedo che arranco: davanti al siciliano che sfila in corteo contro Silvio B. con un cartello al collo che recita, iddu pensa solo a iddu, mi viene da ridere. Poi piango. Mi scendono proprio due lacrime tonde tonde, una per occhio. E il balcanico mi guarda: non è sbigottito, anzi. “Adesso capisci cosa si prova a vivere in un paese dove quasi tutti ti sembrano completamente deficienti”, mi dice".

>>> Dal blog di Marcus sul risultato elettorale:

Di per sé, l'atto di coraggio ha sempre due componenti fondamentali: l'incoscienza e l'ingenuità. E la campagna elettorale che ha portato alla risicata vittoria della coalizione di centrosinistra ne ha avuto dosi massiccie di entrambe. [...]
Non si spiegherebbe altrimenti una campagna elettorale fatta su temi serissimi e potenzialmente pericolosi come la lotta all'evasione fiscale, l'aumento della tassazione su Bot, CCT, Plusvalenze varie, l'insistere sul baratro del debito pubblico da sanare e sul periodo di austerity che attende gli italiani. Mentre dall'altra parte si continuava a fare demagogia, populismo, promesse di nuove tasse da tagliare, di un nuovo miracolo italiano. Comunque sia andata, è un atto di coraggio doppio, quello che ha portato alla vittoria del centrosinistra: dei suoi leader che (appunto per incoscienza ed ingenuità, ma comunque con coraggio) hanno chiamato al voto gli italiani sui temi di cui sopra, e di coloro che li hanno votati (me compreso) che hanno recepito il messaggio, esprimendo un voto civile, per il bene della collettività più che per il proprio tornaconto personale (in tal senso siamo coglioni, andiamo contro il nostro interesse). E, a dirla tutta, preferisco la maggioranza risicata, ma ottenuta ricorrendo al voto di cittadini consapevoli e non presi in giro da promesse elettoralistiche, che un'eventuale maggioranza più ampia ottenuta però con la propaganda, il dispregio delle regole democratiche, i tentativi di delegittimare l'avversario ad ogni costo. Ci voleva, pur con tutte le dosi di incoscienza ed ingenuità di cui si è detto, questo atto di coraggio. Per l'Italia civile, per i cittadini attivi che, fortunatamente, sono ancora tanti.

>>> Da La pagina di Dust sulla RIDICOLA mozione Sofri:

Il commento più serio a questa "Mozione d'ordine" è di lele (non segnala links): "Respinta al mittente. Occupate un'isola e fate il governo dei sogni. Da oggi testa bassa e passo spedito".

Io sono senz'altro meno asciutto, e più o meno così ho scritto sul blog di Granieri: Ma sì, dai, facciamo un po' di "territorial pissing", giusto per non rischiare di veder affogare nella massa anonima dei votanti il nostro invidiabile status di grilli parlanti. "Ricominciamo da oggi a giudicare le cose laicamente"?? Ma scherziamo? Abbiamo forse votato a sinistra per "sospensione dell'incredulità", per motivi di fede, ideologici? E di fronte chi c'era? Non direi un oscuro candidato di provincia sprovvisto di mezzi e rispettoso delle regole, quindi forse alcune scelte e risultati andrebbero un tantino valutati "laicamente" (sempre che "pensiero laico" individui qualcosa di concreto sul piano intellettuale e politico e non una semplice collocazione da animabella salottiera). Trovo questa iniziativa snobistica nella forma e a dir poco irritante nella puntigliosa elencazione dei distinguo.

Detto questo.
Mi piacerebbe invitarvi - se ne avete la voglia - a mandarmi segnalazioni e pensieri di verità in questo senso. Non solo: se non si è capito, qui dentro si giudica questa famosa mozione Sofri come una delle più grandi e demagogiche e poverelle e frocette prove di stupidità che si siano mai sentite (lo dico sapendo di amici che STIMO e che mi CONOSCONO che vi hanno aderito, ma la verità detta in faccia, io credo, è la maggiore manifestazione di lealtà che una persona possa offrire ad un'altra). L'isola deserta NON ESISTE e, pure se esistesse, io non ne voglio sapere: voglio lottare per il Paese che calpesto ogni giorno, pure se lo trovo odioso e ignorantello. Sapete chi non sopporto? Chi si lamenta del traffico. Che ti lamenti a fare del traffico se sei traffico tu stesso? Non prendere la macchina se ti lamenti del traffico: non ho mai sentito una sola persona senza patente lamentarsi del traffico. Ecco come si è intelligenti. Nel momento in cui innesti la prima, non ti puoi più lamentare del traffico.

Quindi.
Un'altra cosa che mi piacerebbe fare è proporre una contromozione. Qualcuno con la dialettica necessaria (penso a Pat, penso a Marcus, penso a Dust, penso ad altri commentatori di questo luogo che hanno manifestata la mia stessa insofferenza) vuole provarci con me? Cinque o sei punti, tenendo presenti quelli frocetti avanzati da Sofri: facciamola, dai. Non stiamo con le mani in mano. MAI. Se vi va, aspetto proposte.

Un abbraccio a tutti.

venerdì, 14 aprile 2006

Se questo è un uomo
Categoria:politica, scritto da noantri


LE SOLITE BUGIE

"Non voglio anticipare nulla, ma non ci tornano i conti. Siamo molto preoccupati per certi numeri che stanno venendo fuori. Non vorrei parlarne ora, è prematuro, ma ci vengono tutta una serie di allarmi su fatti che riguardano schede annullate. Con una parità nel proporzionale, avremmo dovuto avere un vantaggio, che invece è andato dall'altra parte. Per esempio, le sinistre hanno il voto concentrato in Emilia Romagna, e sembra quasi impossibile che ci siano state tante schede annullate".

I SOLITI PASSI INDIETRO

"Leggo che in seguito alla mia frase 'non ci tornano i conti' si accenna a presunte irregolarità. Non era assolutamente questo il significato della mia espressione che si riferiva, invece, ad un approfondimento in corso nel nostro movimento per cercare di capire come nel proporzionale abbiamo ottenuto 200 mila voti in più della coalizione avversaria mentre quest'ultima riportava un vantaggio consistente di seggi".

Silvio Berlusconi - 23 aprile 1996

giovedì, 13 aprile 2006

La notte della Repubblica
Categoria:politica, scritto da andy capp


Io so.

Io so che Silvio Berlusconi ha perso l'ultimo confronto elettorale.

Io so che ha perso grazie alla scellerata legge elettorale approvata a colpi di maggioranza in soli venti giorni. Io so che con la nuova legge contava di vincere grazie a voti clientelari e so che si è accordato con la destra neo-fascista anche per ottenere quell'unico solo voto in più che gli avrebbe permesso di avere una maggioranza schiacciante alla Camera.

Io so che Silvio Berlusconi sta cercando in tutti i modi, attraverso la sua infernale macchina di propaganda, di convincere gli italiani che ci sono stati dei brogli elettorali e so che lo fa perché non ha alcun senso dello Stato. Io so i nomi degli iscritti alla P2 candidati nelle liste di Forza Italia e so che il loro programma politico ricalca in buona parte le strategie massoniche di qualche anno fa. Io so che durante questi cinque anni di Governo è stato ucciso un ragazzo che manifestava in piazza e so anche che il suo assassino è stato scaricato e quasi assassinato. Io so che l'Italia ha partecipato alla guerra in Iraq anche se Silvio Berlusconi lo ha negato nell'ultimo confronto televisivo.

Io so i nomi di chi ha orchestrato una strategia della tensione tra le parti sociali, cercando di dividere sindacati e opposizione su temi che non erano all'ordine del giorno. Io so che il Governo uscente ha approvato leggi ad personam affinché buona parte dei suoi parlamentari non finisse in un'aula di Tribunale. Io so i nomi di chi c'è dietro alle televisioni Mediaset e ai telegiornali della Rai. Io so che la spinta propulsiva della Lega Nord è esaurita. Io so che al referendum non passerà la riforma della Costituzione e so che questo comporterà la disgregazione del Centrodestra. Io so che al Senato la maggioranza dell'Unione è più ampia perché l'ala anti-berlusconiana di An e Udc è pronta all'astensionismo durante il voto segreto, ma so anche che i senatori eletti tra le fila dell'Udeur potrebbero passare dall'altra parte. Io so che i Socialisti e la Rosa nel Pugno hanno scelto l'Unione solo perché sentivano aria di cambiamento, ma ora so anche che non possono incidere in alcun modo sulle decisioni del prossimo Governo. Io so che la Grande Coalizione non si farà anche se i poteri forti spingono per ottenerla.

Io so i nomi di chi in cinque anni ha ribaltato la storia, so i nomi di chi ha orchestrato dietro le quinte per sdoganare fascisti e massoni, so i nomi di chi ha indicato quali sono i nuovi criminali da perseguire.

Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Io so perché cerco di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; coordino fatti anche lontani, metto insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, ristabilisco la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Io so che ci sono giornalisti, intellettuali, politici e semplici cittadini che sanno tutto questo. Ma forse nemmeno loro hanno prove o indizi. O forse tutti quelli che fingono di non sapere hanno semplicemente scelto di girarsi dall'altra parte.

post liberamente ispirato a un articolo di Pier Paolo Pasolini

mercoledì, 12 aprile 2006

Cappucci neri
Categoria:politica, scritto da stefano havana


Da lunedì ho visto sollevarsi dalle facce non so quanti cappucci neri. Perché me lo dite solo adesso, elettori di destra? Di cosa vi vergognavate? Da lunedì ho scoperto di essere circondato da elettori di destra che si comportavano come elettori di sinistra o che non raccontavano ad alcuno - neanche se interrogati - la loro passione destrorsa. Perché? E' l'elemento che più mi sta sorprendendo e sconcertando di queste ore. Vergognarsi di dare una pacca sulle spalle di Silvio Berlusconi? Comprensibile, ma allora perché votare a destra? I sondaggi calunniati perché la stragrande maggioranza degli elettori di centrodestra dichiarava ai sondaggisti di aver preferito il centrosinistra: quanto è identitificativo della destra che ha governato fino all'altro ieri, questo comportamento? A certi che fanno così glielo mettono nel culo i pizzini e poi la polizia li blocca e si fa fotografare festeggiante. A voi chi vi bloccherà?

Mi hanno detto: arrogante!
Non sono arrogante
: io sfido a trovare UNO che mi conosca che mi muova quest'accusa. Detesto l'arroganza: il mio essere troppo conciliante è stato per anni scambiato per retorica. Per questo dopo un po' ho smesso. Mi hanno detto: arrogante! E allora io dico a voi - e vi conosco personalmente, ci vediamo ogni giorno faccia a faccia, e nulla vi vieta di passare da queste parti, amici miei, e trovare queste righe - dico a voi che dite a me arrogante: FALSI. Questo outing post-datato puzza di mutande sporche: tutti di sinistra fino a sabato mattina, poi questo broncio dissimulato che è sfociato nell'imtemperia della confessione: non ho votato lì. La libertà d'opinione e di pensiero resti sacra, ma perché vi siete nascosti? Che c'è o che c'era in questa destra da spingervi a infilarvi un cappuccio nero sugli occhi per non farvi riconoscere? Per chi ha votato?, chiese il sondaggista penna in mano. Unione, grazie, disse l'omuncolo col naso rosso che invece aveva sorriso a Fini. Io voglio che voi mi diciate perché. Voglio, esigo che lo facciate subito. Perché stando così le cose, amici miei, sto faticando a guardarvi in faccia. Appoggiate tutto il piede in terra, tallone, calcagno e pianta e smettetela di procedere sulle punte: è finito il tempo delle maschere.

martedì, 11 aprile 2006

La svangata
Categoria:politica, scritto da stefano havana


Mamma mia, che fatica per addormentarci. Ore e ore di veglia come quando da ragazzini si occhieggiavano da sotto le coperte i canali con i telefoni erotici a pagamento. Il risveglio è stato più dolce: il Paese è a sinistra e vaffanculo. Punto, chiuso. Stop. Non c'è altro da aggiungere: adesso governiamo NOI. Lo ha detto Ciampi, ci sono i numeri e chissà da quanti giorni Provenzano era già stato trovato. Grazie anche per quest'ultima brillante teatrata, avanti il prossimo ma come minimo tra cinque anni. Sonno agitato e risveglio più dolce: come succede dopo il sesso o dopo una bella e sana pippa. La metafora pubica ormai è stata sdoganata: viva Silvio, ex Premier.

Detto questo, le cose serie.
Che gli italiani siano maledetti. Da quant'è che odio gli italiani? Non ricordo esattamente, ma mi pare di aver avuto le prime percezioni di piccolezza imperitura solo qualche anno fa quando milanesi asessuati parlavano di attentato al Pirellone, dicendo che altro che 11 settembre. Cominciai da lì, avendo già germogliato certi semi grazie a episodi di stanchezza e arrendevolezza tout court che il nostro popolo mi sembrava si portasse dietro come l'ombra. Odio gli italiani, odio il popolo. Mi si dice: odio per il popolo e amore per la democrazia, come la mettiamo? Ma, mi chiedo, voglio la democrazia? Voglio questa democrazia?

Altra domanda di quest'undici aprile 2006 destinato a rimanere scolpito nei sorrisi di chi lo merita. Da oggi gli specchi d'Italia rifletteranno non so più quante facce, perché certuni farebbero meglio a girare al largo dalla propria immagine. Sputarsi addosso dovrebbero, questi appassionati NON di Berlusconi ma di Berlusconismo. La truffa al potere, il raggiro, l'imbroglio, il sotterfugio, la prepotenza, l'inganno, il sorriso, il cerone, il trapianto, la parrucca: io ci ho nutrita una speranza. Mi dicevo no, per dio. Non può essere che sempre e comunque si pensi al tornaconto personale: l'anima non può avere prezzo. Invece ce l'ha. Vergognatevi, maledetti italiani: s'è scoperto che non so quanti hanno risposto UNIONE ai sondaggisti, quando invece avevano vergato CDL. Vergogna a voi che non sapete metterci la faccia e la coscienza. Bugiardi, truffatori, maledetti.

La notte è stata da finale di Coppa dei Campioni.
Vissuta dal pomeriggio insieme a gente con cui ho scoperto di non condividere NULLA e terminata a casa mia insieme a Pat imbottito (giuro) di valeriana e con gli occhi lucidi. Noi pensavamo, speravamo, confidavamo in un plebiscito e plebiscito non è stato. S'è vinto e tutti a casa, ma s'è vinto al Novantesimo e grazie a un clamoroso errore difensivo dell'altra squadra (male allenata e malissimo assistita). Maledetti italiani: io neanche ce l'ho con Berlusconi. Me ne frega niente di quel pregiudicato, non è un problema. Ce ne sono altri di colpevoli e in libertà come lui e sarà così fino alla fine dei tempi: lui fa il suo gioco e lo fa bene. Io ce l'ho con il trionfo del berlusconismo. Che schifo, maledetti italiani. Quanto ci avete fatto con la vostra anima? Centomila euro in azioni? Un'altra casa di proprietà? Ce l'ho anche io due case di proprietà e la seconda è tutta mia: mi posso sposare domani e andarci a vivere con mia moglie felice e contento. E' una casa bellissima in una zona di straricchi di Roma e allora? Maledetti italiani: il berlusconismo non ha prezzo. La mia anima non ha prezzo. Io vi agurerei la morte, lenta e dolorosa; se non del fisico della mente. Ma noi siamo brava gente e non mi permetterò.

Che notte.
Ci ha preso un momento di sconforto, intorno alle due, a Pat e a me. Stavamo in piedi tutti e due davanti al televisore, il telecomando intrecciato nelle dita, tutte le agenzie online accese e ci ha preso lo sconforto. Maledetti italiani, pensavamo all'unisono e abbiamo deciso di mandare al diavolo pure questo blog e tutti i progetti ad esso legati. Tanto, ci dicevamo: a chi ci stiamo rivolgendo? A quale massa di capre? Non ha senso. Non ha senso. Poi, sempre nello sconforto, ci siamo detti che potevamo continuare, sì, ma al bando i nostri intenti di sveglia morale, di moralizzazione. Al bando: alle capre non si insegna a diventare gatti. Ci siamo detti di continuare obbedendo alla volontà della nazione: occupandoci solo ed esclusivamente di argomentazioni frivole, di reality show, di figa, di bugie, di scherzetti e di superficialità. Mettiamo i banner, vendiamoci a qualcuno. Stamattina il risveglio è stato più dolce e allora non lo sappiamo più che cosa fare. Maledetti italiani. Lurida banda di svergognati approfittatori: io vi disistimo tutti. Gli indecisi che hanno deciso per la destra berlusconiana dovrebbero essere messi su un treno e portati su Nettuno. Nutriti a bacche e meteore fino alla calcificazione degli organi interni.

Noi continueremo su questa strada. Ma riprenderemo lentamente. Molto lentamente. Ci avete stancati, tutti quanti. Vorrei avere il pubblico di Macchianera per dire le cose come stanno e dirlo a tutti: ma loro che hanno la possibilità, sprecano audience per parlare di Music Farm e gnocca. Maledetti loro e quelli come loro che del Berlusconismo ci hanno fatto una bandiera (però infilata su per il culo).

La sveglia continuerà a suonare per chi la vorrà sentire.
A destra e a sinistra. Maledetti anche gli italiani che in queste settimane hanno lodato Vladimir Luxuria. Ieri quell'uomo travestito da puttana ha fatto una delle figure più vergognose della storia politica recente. Non sapeva le regole elettorali: domandava a Mentana come funzionasse e la gente lo trattava come si tratta generalmente un handicappato: grandi sorrisi e battutine.

Al palo.
A fare la lapdance.
Nient'altro.

Maledetti italiani.

martedì, 11 aprile 2006

Maledetti, comunque
Categoria:politica, scritto da noantri


Italiani brava gente

domenica, 09 aprile 2006

Collegio blindato
Categoria:politica, scritto da andy capp


Berlusconi in Tribunale

sabato, 08 aprile 2006

Niente da ridere
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Si è parlato poco (e male) dello scoop di Striscia la Notizia in Brasile. Gimmi Ghione ha trovato il Mago do Nascimento e l'ha intervistato sotto una palma: c'è l'intero corpo di polizia italiana sulle tracce di questo sedicente mago che ha truffato per milioni di euro delle persone anziane, sole e anche vagamente menomate cerebralmente (diciamocelo) e chi lo è andato a trovare? Gimmi Ghione.

Ora: già questa cosa sarebbe gravissima di per sè, se non fosse che al termine dell'intervista, il signor do Nascimento ha fatto pure la figura del martire. Io guardavo allibito, convinto che da un momento all'altro spuntasse qualcuno da dietro un cespuglio o da una buca scavata nella sabbia e si presentasse come tenente, maresciallo, appuntato e comminasse l'arresto immediato di questo diabolico criminale contumace (o quantomeno dichiarasse la fine di un ben riuscito scherzo, una candid camera perpetrata ai danni di milioni di persone). Invece niente: Gimmi gli batteva la mano sulla spalla, gli faceva gli occhi dolci e più figa per tutti, aboliremo l'ici e bla bla bla. Domande tipo: In Italia credono che tu sia ricco sfondato, vogliamo dire alla gente che non è così? Oppure: ci prometti che come torni in Italia ci chiami? Noi arriviamo subito all'aeroporto ad accoglierti. Insomma, s'è dovuto assistere a una pantomima da scorticarsi le nocche a forza di morsi: pantomima in cui uno dei truffatori più freddi e calcolatori della storia italiana recente, a un certo punto, si è tolto gli occhiali da sole e ha cominciato a blaterare cose come: io vi guardo negli occhi. C'è la mia faccia qui e dico la verità. Mi dispiace se qualcuno si è sentito truffato. Frasi che mi hanno ricordato in tutto e per tutto un'altra interessante recita andata bellamente in diretta televisiva solo qualche settimana prima, ovvero la dichiarazione di estraneità del signor Alessi, rapitore e infanticida, che neanche in galera vogliono ma a Verissimo sì.

Trenta minuti divertenti, irriverenti, solari, beneaguranti: una cascata di volemose bene da sigilli della polizia immediati. Do Nascimento è passato per un poveraccio guascone (vorrei ricordare che questo tizio è titolare di diversi appartamenti a Milano, tra cui una Torre medievale), Ghione per il nuovo giornalista d'assalto italiano e Striscia la Notizia - come sempre - per unico tg paladino della verità. Ed è così - tra uno stacco di coscia e l'altro, tra una faccia di circostanza e l'altra per l'addio al piccolo Tommaso - che in Italia si consuma l'informazione: un altro brillante esempio di costruzione mediatica ad uso e consumo di Ricci e la sua cosca. Ci sono cose serie intorno al mago do Nascimento: ho seguito entrambe le puntate de "Un giorno in pretura" riguardanti il processo Wanna Marchi. Da rabbrividire: c'è gente - ignorante, va bene - che ci ha rimesso i figli, il rispetto, la casa, il lavoro. Qualcuno ha tentato il suicidio, altri sono stati minacciati: ma è il meccanismo criminale, dietro tutta questa azione, a far venire i brividi. Un terrorismo psicologico lungo anni, sciolto e alimentato con pressioni, superstizioni e terribili violenze non solo psicologiche. Tutto grazie all'ombra lunga di questo criminale, do Nascimento. Lo stesso che, seduto su una sedia di vimini, l'altra sera, parlava dentro casa mia di ingiustizie e scuse, di verità e facce pulite. Lo stesso che si è permesso di guardare torvo nella telecamera e fare un appello: a me, al mio salone, ai miei divani, financo alla mia tazza del cesso.

Striscia la Notizia è complice della truffa Wanna Marchi.
Nessuno più pensi che è grazie a Greggio e Iacchetti se la verità viene ristabilita. Questa è gente che, come al solito, distorce e ipnotizza. Edulcora e piega (la storia del cavaliere mascarato è uno dei mezzucci di regime meglio riusciti della storia della televisione). E non c'è niente da ridere, amici de Noantri.

mago

venerdì, 07 aprile 2006

Giornata dell'insulto libero
Categoria:politica, scritto da stefano havana


Bene, bene.

coglione 005Trovo che su questa cosa del coglione si sia ironizzato troppo. Le teste di cazzo dicono che L'Unità fece lo stesso in un certo articolo di non so quando: sembra che il giornale comunista appellò in maniera simile i destrorsi. Lo hanno detto Fini e altre teste di cazzo  così (l'insulto è stato depenalizzato dal Presidente del Consiglio, quindi mi sento al sicuro). Le teste di cazzo sembra non abbiano capito la differenza tra il bar e il parlamento, tra un giornale e un'istituzione pubblica. Ma andiamo avanti. Io dico che le spillette degli orgoglioni e via dicendo ce le possiamo anche infilare su dove meglio ci piace. Insieme ai blog dedicati, alle foto di gente sorridente (ma orgogliona), gli insopportabili banner; la cosa che è successa è GRAVISSIMA. Perciò ho deciso di fare come Giuliano Ferrara. Non mi imbavaglio, ma mi immolo sputtanandomi per la causa pubblica. Questo sono io, versione coglione, e lo dedico a tutte le teste di cazzo. Io versione coglione e pure un po' incazzato e con un bel niente da ridere. Detto questo, uscite di casa e andate a votare.

coglione 004

coglione 010

coglione 006

Ci sentiamo nel weekend e se volete procrastinare l'attività di insulto reciproco, lo potete tranquillamente fare nei commmenti. Capito, luridi figli di puttana?

giovedì, 06 aprile 2006

Totale ribaltamento della realtà
Categoria:politica, scritto da andy capp


Non importa come andrà a finire lo scontro elettorale, Silvio Berlusconi ha già vinto perché ha cambiato la mentalità degli italiani. Dell'ultimo film di Nanni Moretti, il Caimano, è questo l'unico passaggio che mi ha convinto perché sottolinea una sacrosanta verità. Per il resto mi è sembrata una pellicola di cui non se ne sentiva l'esigenza. La sinistra borghese che storce il naso alla vista di Berlusconi. Una storia incompleta e piena di contraddizioni. Un film a cui Moretti sembra aver dovuto lavorare per forza. Ma quel messaggio riscatta tutto il detto e il non detto. E' a questo che sto pensando da giorni. Alla malafede dei giornalisti stipendiati dal presidente del Consiglio, che descrivono come "geniale trovata di un grande comunicatore" la gravissima promessa fatta sull'abolizione dell'Ici. Penso a quegli italiani che "tanto sono tutti uguali", a quelli che "ha creato tanti posti di lavoro" e a quelli che "ancora con i comunisti: hanno governato per cinquant'anni...".

Silvio Berlusconi è riuscito a far passare l'illecito per lecito e anche di più: ha nominato ministri personaggi impresentabili con condanne per vilipendio alla bandiera, ha delegato a uomini collusi con la mafia l'organizzazione del suo partito, ha fatto diventare garantisti tipi loschi che si presentavano in Parlamento con il cappio, ha inveito, insultato e disprezzato tutto e tutti quelli che si mettevano lungo il suo cammino creando il diabolico meccanismo dell'eroe ironico. Berlusconi parla di un Paese che non