mercoledì, 12 luglio 2006

Direttamente dall'Isla Grande
Categoria:scritto da stefano havana, scritto da davide firenze, scritto da andy capp


Un caro saluto a tutti, grazie a quel genio di Davide siamo riusciti a creare un blog dove potrete seguire in diretta le nostre avventure. Basta cliccare qui.

A presto.

lunedì, 10 luglio 2006

La lunga notte dei noantri
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana, scritto da andy capp


E' una notte lunga quella che ci apprestiamo a vivere. La Nazionale italiana ha vinto la Coppa del Mondo e tra poche ore i noantri partono per Cuba. Non andremo a dormire così da avere il tempo per riflettere su quello che sta succedendo. Intanto qualcosa abbiamo imparato.

coppadelmondo

L'Unione fa sempre la forza.

zidane

Solo ai geni è concesso di dar vita a magie o gesti folli.

fidelTra poco siamo da te caro vecchio Fidel.

Con tutti voi ci si rivede ad agosto a pieno regime. Ma se ci riusciamo vi faremo avere nostre notizie dall'Isla. State bene, alla vostra.

sabato, 08 luglio 2006

Pallone oppio dei popoli
Categoria:dissenso, scritto da andy capp


palestinesidesantis

giovedì, 06 luglio 2006

Vacanze
Categoria:viaggi, scritto da stefano havana


Noi partiamo lunedì mattina.
E voi partite? Quando? E dove ve ne andate?

mappamondo

Con la promessa che ci ritroviamo tutti qui, dopo, a raccontarci cose belle e cose brutte delle nostre scoperte intorno al mondo. Con il proposito di trascorrere insieme un altro anno di esperienze, cambiamenti, litigi, discussioni, scambi, moralizzazioni, vaccate, donne e motori dei paesi nostri.

giovedì, 06 luglio 2006

Il qui ed ora e i gorilla
Categoria:letteratura, scritto da stefano havana


C'è uno scrittore americano, non molto conosciuto in Italia ma eccezionale, che si chiama Thom Jones. Ha una biografia interessante: in pratica lui ha fatto tutto, nella vita, fuorché lo scrittore - il bidello, il pugile soprattutto - finché un bel giorno tre dei suoi racconti furono acquistati dal "New Yorker", da "Harper's" e dall'"Esquire", le principali riviste sognate da qualunque scrittore americano che voglia vedere il proprio nome stampato in calce a una buona storia.

La sua migliore raccolta di racconti si intitola "Il pugile a riposo" ed è veramente un'opera importante. Addirittura John Updike ha definito "Voglio vivere!" - una delle storie ivi contenute - "Il miglior racconto americano del Novecento". Personalmente non sono d'accordo, perché me ne vengono in mente subito almeno altri tre migliori ("Il lamento di Sleeping Bear" di David Means, "Cattedrale" di Raymond Carver" e "Un giorno ideale per i pesci banana" di J.D. Salinger) ma è certo che "Voglio vivere!" è un fantastico racconto in prima persona che parla di una donna morente. Tuttavia quello che a me è piaciuto particolarmente di questo libro sta tutto nel racconto intitolato "Zanzare" e ve lo voglio riportare qui di seguito. In sostanza Jones mette in bocca a uno dei suoi personaggi la summa della spiegazione sul comportamento umano e lo fa in meno di 1000 battute:

Prendete il gorilla. Credo che ne restino solo una quarantina su tutto il pianeta, a dir tanto. Dato di fatto: il motivo per cui il gorilla ha un cervello così grande non è che deve ingegnarsi a capire dove trovare il cibo o come costruirsi un piccolo nido in mezzo all'erba. Nella Terra dei Gorilla il cibo abbonda; e i nemici, a parte l'uomo, non esistono. Per procurarsi il cibo, costruirsi il nido e spostarsi da una sede all'altra, al gorilla basterebbe un cervello delle dimensioni di Rice Krispie.
Il motivo per cui il gorilla ha un cervello così grande e il motivo per cui i piccoli ci mettono così tanto a maturare e svilupparsi è che nella società dei gorilla, oltre a comprendere le varie sfumature delle emissioni di voce dei compagni, gli individui sono maestri nell'interpretare il linguaggio del corpo. Sono psicologi abilissimi e, a modo loro, benché non abbiano modi raffinati, sono più diplomatici di quanto possa mai sperare di diventare un essere umano.
In un branco di gorilla non esiste la violenza. Tutti vanno d'accordo. C'è una gerarchia, è vero, ma ognuno ha il suo posto e lo accetta. I gorilla sono felici. Non hanno bisogno di scarpe da tennis New Balance, di videoregistratori o di Jaguar V-12 decappotabili. Non hanno bisogno di Donna Karan. Non hanno bisogno di crack. Non hanno bisogno di scrivere racconti intelligenti su un tizio che gira in macchina per Cape Cod pieno di rabbia. Se date a un gorilla una banana e una bella femmina da scopare, lo fate contento: un gorilla che non desidera affatto commettere stupri o omicidi premeditati, dipingere la Cappella Sistina, candidarsi alle elezioni presidenziali o vinere il Nobel - niente di tutto questo. I gorilla non si fanno guerra tra loro e non si torturano l'un l'altro. Non succede mai.
Un mio amico del pronto soccorso mi ha detto che la coscienza animale è fatta solo di qui ed ora, e che un essere umano può grosso modo riprodurre quella condizione bevendo cinque martini di fila mentre sta a mollo in una vasca d'acqua bella calda. Una condizione che si raggiunge il sabato sera, se tutto va bene. Il resto del tempo... Be', basta leggere i giornali per capire cosa intendo. Il comportamento umano, per il novantotto per cento, è un abominio.

E' vero o no?

mercoledì, 05 luglio 2006

Un cazzo di post
Categoria:quotidianismi, scritto da federico roma


Su richiesta della direzione si pubblica un commento divenuto post.

reuters84638730507003434_bigNon so neanche da dove cominciare. Per un "ultras" della Nazionale come me quello che è successo ieri sera - e soprattutto stanotte - mi ripaga di anni di amarezze: il '90, il '94, il '98, il 2000. Tutto. Vedere la mia Nazionale sbattere fuori i presuntuosi padroni di casa, regalandogli un incubo calcistico che non gli sarà facile dimenticare. La Germania.

"Volevano vince' ma...si so' attaccati ar cazzo" cantavamo ieri notte nel cuore di Roma.

Questo è il mio titolo per ieri sera. Un vittoria netta, pulita, forse anche un po' stretta per quello che avevamo costruito. Ieri sera si è vista un Squadra della Madonna. Un gruppo unito e avvelenato di ragazzi. A tacere i tromboni tiepidi (che poi magari ieri sera festeggiavano... ragazzi così non vale!), due gol-perle (dopo 120', roba da eroi sportivi) ci dicono che non abbiamo da invidiare niente a nessuno. Che il nostro calcio sarà sicuramente marcio nell'interno, ma il nostro MOVIMENTO calcistico è il migliore insieme a quello brasiliano e argentino.

Sofferenza, cinismo e piedi buoni, cuore e testa.
Mi levo il cappello davanti a tutti i giocatori di ieri (tranne Camoranesi forse, uno che in questo gruppo c'entra poco e che infatti non canta l'inno). Grosso ha dimostrato che si può giocare a Palermo e non essere "mezzo giocatore". Del Piero si ricorda chi è, cosa sa fare, e torna per un attimo quello di 10 anni fa. L'ho sempre ipercriticato in Nazionale perché non era quello che doveva essere: un Campione vero.

A casa, crucchi. Anzi polacchi, visto che ne schieravano ben tre, i più pericolosi. I luoghi comuni da straccioni sono stati un bel boomerang, i milioni di italiani che vivono in cemania possono prenderli per il culo per circa 20 anni. Tra via del Corso, Piazza del Popolo e Piazza Venezia ho visto cose antiche e inimmaginabili. Ho rivisto le pentole (era dal '94!), ho visto uomini SOPRA le edicole, ho visto una "Vaiolance" (per i non romani diciamo una sorta di calcio in piazza) di massa con la Celere che guardava silenziosa.
Ho visto uomini che viaggiavano al di sopra dei tetti delle auto sul lungotevere davanti al ministero della Marina. Roba da pazzi.

Ho visto la festa del popolo, i ragazzi, i vecchi, gli spazzini che si univano e facevano salire la gente dietro ai loro camion (mitici!). Un mare di bandiere.
E' giusto così.

Ho sentito cantare (su tema "braccio di ferro"): "Er papa sta a bestemmià..." ta ta, ecc.
Ho rivisto maglie di Baggio del '94, ho visto delle ragazze brasiliane (voto 7,5) con la loro bella bandiera verde oro che ballavano, leggerissime. Quando c'è una festa loro sono lì. Bellissimo. Soprattutto, ricordo i volti dei miei amici durante la partita. La nostra esultanza. L'aver diviso un bel momento. Che ci ricorderemo per anni.

Daje regà.

mercoledì, 05 luglio 2006

Una dedica mondiale
Categoria:quotidianismi, scritto da andy capp


Un tricolore innalzato su una stampella che sventolava da un finestrino, un tipo in mutande in mezzo alla strada con una torcia accesa in mano, un pazzo che aveva montato la batteria all'angolo di un marciapiede e suonava come una rockstar e un altro folle che guidava sul Lungotevere una macchinetta di quelle che si usano per recuperare le palline sui campi da golf. Ecco le cose più strane che si sono viste in giro per Roma dopo la vittoria della Nazionale. Eppure quella di ieri per il calcio è stata una giornata storica, non solo per la finale del mondiale raggiunta. C'è stata, infatti, la durissima richiesta del pm per le squadre implicate nel Calciogate, ma ieri sera tutti sembravano averlo dimenticato. Roba che se venissero confermate quelle pene perderebbero di credibilità almeno gli ultimi quindici anni del campionato.

Ammetto tuttavia che l'entusiasmo azzurro mi ha contagiato. Pur avendo dichiarato di non tifare per la Nazionale italiana in maniera viscerale, ma solo per i giocatori della Roma (e per quelli che stimo come Del Piero), mi ha fatto piacere che si sia avverata una previsione che avevamo fatto nel pomeriggio con Stefano: ora anche la nostra generazione ha la sua Italia-Germania. Ancora una volta mi sono inchinato al gioco del calcio. Trovatemi qualcos'altro che regali simili emozioni.

Poi ci sono altre considerazioni che credo sia giusto fare. Sono felice che l'Italia abbia in un certo senso vendicato i fratelli argentini sbattuti fuori dalla mano negra della Fifa e sono altrettanto felice che Fabio Capello, con le sue dimissioni dalla panchina della Juve nel momento più difficile della storia di questo glorioso club, si sia confermato per quello che è. E se proprio devo trovare qualcuno a cui dedicare la vittoria...

Orso Bruno

Caroselli a Berlino

martedì, 04 luglio 2006

Senza cucchiaio
Categoria:sport, scritto da stefano havana


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Sono veramente contento per questo individuo.

martedì, 04 luglio 2006

Germania-Italia!
Categoria:dissenso, scritto da stefano havana


Vorrei dire, a quelli che si sono sentiti offesi dalla Bild...

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... che il problema non è la pizza.

martedì, 04 luglio 2006

Zidaaaane!
Categoria:società, scritto da stefano havana


Sentite cosa si sono inventati in Francia. Quelli hanno eliminato Ronaldinho e soci dalla coppa del Mondo, perciò stanno alla grande: niente a che vedere col cammino dell'Italia che se l'è vista (soffrendo tantissimo) con delle bande colorate di simpatici amatori del pallone. Gli odiatissimi transalpini hanno fatto mettere le mani nei capelli alla Spagna e al Brasile, mica cazzi e canguri. Perciò, se stanno al settimo cielo, ne hanno ben donde.

E allora cosa si sono inventati? C'è un certo bar al centro di Parigi che ne ha pensata una bella. Dice: chiunque entri nel nostro bar urlando a squarciagola "Zidaaaane!", oltre a diventare eroe della giornata, si becca la prima consumazione per lui e gli amici completamente gratis e tutte le altre a metà prezzo. Fico no? La cosa geniale è che NESSUNO sa quale sia e dove sia il bar in questione: perciò è come quando Fabrizio Frizzi conduceva "Europa Europa!" e la gente passava il sabato sera a rispondere alla zia lontana "Europa Europa!", quando quella - magari - voleva solo sapere la ricetta dei biscotti al burro o se era passata la rosolia al piccolo. A Parigi, in questi giorni, ci sono degli scalmanati che entrano in tutti i bar del centro (solo questo si sa con certezza del fatidico bar: che sta al centro) urlando "Zidaaaane!" ben felici di farlo.

E' bello, no?
Mi viene da sorridere - e verrà da sorridere pure a Zidane - se penso a tutti questi tizi che si svegliano la mattina ed entrano in mille bar diversi urlando ai bicchieri e alle tazzine "Zidaaaane!" come se piovesse, come se ci fosse da spostare la macchina o che ne so. "Zidaaaane!": ed è plausibile che non tutti siano a conoscenza di questa strepitosa trovata e che la maggioranza della gente, dunque, debba fare i conti tutte le mattine, da qui alla finale, con personaggi ambigui che entrano nello stesso posto dove stanno consumando un croissant in santa pace e urlano "Zidaaaane!" come se una nuova legge lo imponesse a tutti gli avventori di un esercizio pubblico.

Penso al processo al calcio italiano che sta svolgendosi in queste ore allo stadio Olimpico di Roma e mi pare che urlare "Zidaaaane!" appena entrati in un bar sia la migliore risposta a un sacco di cose.

lunedì, 03 luglio 2006

Noluogo (anno 3, numero 7)
Categoria:narrativa, scritto da stefano havana


Quest'ultimo mese tutte le mie energie creative sono state assorbite dalla stesura di questo raccontino per il consueto appuntamento mensile con noluogo: il tema era "città inventate" e quello che ho tirato fuori è stato un esperimento che mi ha appassionato e stremato. Il mio primo tentativo col monologo (monologo un po' atipico, me ne rendo conto, ma io sono di natura anti-purista): non riesco a dire se sia venuta fuori una cosa buona o meno, ma so che due o tre hanno piacere di leggere le cose mie e allora glielo volevo segnalare.

Si intitola Non abbiamo fatto altro che stringerci la mano più forte e inizia così:

La serata è stata del tutto inutile, come ti avevo anticipato, ma niente in confronto alla lettera che mi è arrivata oggi... Il fatto è che tra me e Sofia la situazione ormai è irrecuperabile: ti ricordi all’inizio? Adesso sono crollate anche le ultime macerie: l’ho portata qui a cenare e non siamo neanche riusciti a mangiare un boccone. Ci siamo alzati da questo stesso tavolo e quella è stata veramente l’ultima cosa che abbiamo fatta insieme: da allora non l’ho più vista o sentita, fino a questa roba qui. (gliela sventola davanti) Te la voglio fare leggere, perché tu mi devi aiutare... Io ci ho messa l’anima in questa cosa, lo sai; ho sopportato di tutto e ho cercato di ricostruire per quanto possibile, ma niente: lei ha messo la testa dentro come una tartaruga. La cena è stato giusto l’ultimo round di un incontro assurdo, tipo che a me sembrava di combattere senza guantoni o una cosa del genere: quando il cameriere ci ha portato il piatto di carbonara a me è venuto addirittura da piangere con tutti quegli spaghetti che si arrotolavano sulla forchetta e, nel frattempo, neanche una parola da dire: le ho versato l’acqua nel bicchiere e lei mi ha ringraziato come se fosse chissà che. Mille cerimonie... Abbiamo guardato l’acqua nei bicchieri per un po’, poi ho provato a dirle qualcosa ma non ci sono riuscito. Ho cominciato a stringere talmente forte la posata nella mano che il tavolino ha preso a tremare. Lei ha fatto per alzarsi e andarsene - ha questa abitudine... - ma io l’ho trattenuta per un polso, lo stesso polso su cui ho posato una quantità di baci: tutta la gente si è girata a guardare, uno spettacolo penoso.

Il resto, solo se vi va.

domenica, 02 luglio 2006

Il bello dell'Italia
Categoria:dissenso, scritto da stefano havana


Voi continuate pure ad emozionarvi con Gattuso.

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