lunedì, 30 aprile 2007

Vecchi e pompelmi
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


Pensavo ai vecchi. Non ho mai scritto dei vecchi: non che si debba scrivere di qualsiasi cosa, ma vecchi è qualcosa che siamo destinati a diventare tutti, a parte quelli che moriranno prima, ed è per questo che mi sono ritrovato a pensare ai vecchi, all'essere vecchi.

VecchiA questo punto vorrei dire una cosa: leggo sempre un sacco di articoli di scrittori importanti che raccontano di qualcosa che è venuta loro in mente. Ieri, per esempio, stavo leggendo di quando Giulio Mozzi scoprì d'essere stato inserito nella cinquina dei finalisti allo Strega (Mozzi è un bravo scrittore e io ci ho anche parlato al telefono: è stato allora che ho scoperto che l'accento padovano è veramente simile a quello serbocroato); in quest'articolo di Mozzi ci stava scritto che lui aveva saputo del fatto d'essere stato inserito nella cinquina del Premio quando stava con alcuni amici su una terrazza a parlare di certe cose e a bere dei mezzi bicchieri di pompelmo. Partendo da questo contesto spazio temporale, Mozzi, come tutti i bravi scrittori, e Mozzi è un bravo scrittore, anche se all'inizio pensavo di no, Mozzi, partendo dallo spunto del Premio Strega, cominciava a parlare anche di altre cose, sempre però facendo molto presente che lui, d'essere stato inserito nella cinquina dei finalisti del Premio Strega col libro "La felicità terrena", l'aveva saputo (o capito) su quella terrazza, m'immagino elegante, in compagnia di gente che mi sogno, bevendo mezzi bicchieri di pompelmo e, secondo me, pure a gambe accavallate.

VecchiChe c'entra questo coi vecchi? C'entra, perché io - a differenza di Giulio Mozzi e di un sacco di altri bravissimi scrittori - mi accorgo che le cose che mi vengono in mente mi vengono in mente più che altro seduto sulla tazza del cesso oppure in macchina. Stop, non se ne esce. Sarà che non ho tutte queste terrazze eleganti, intorno a me, e non ho la minima idea di cosa possano essere dei mezzi bicchieri di pompelmo, (però mi sa che si scopa tantissimo ad andare in giro a dire di bere dei mezzi, mezzi poi!, bicchieri di pompelmo e con questo non voglio assolutamente dire che Giulio Mozzi scopi tantissimo, cioè può anche darsi, io glielo auguro, perché tra tanta gente che scopa a vanvera almeno Mozzi, se scopa così grazie ai mezzi bicchieri di pompelmo, se lo merita, perché è un bravo scrittore ed essere scrittori bravi oggi è una roba che deve costare un mucchio di fatica, ma io comunque non voglio dire nulla di cui non abbia certezza, volevo solo far notare questa cosa dei mezzi bicchieri di pompelmo, perché mi faceva molto ridere) sarà, dicevo, che le terrazze eleganti mi fanno difetto, ma se io dovessi scrivere un articolo brillante facente riferimento a qualcosa che m'è successa, sono quasi sicuro che c'entrerebbe il gabinetto. Infatti questa cosa dei vecchi m'è venuta in mente mentre stavo cacando.

M'aiutavo con un depliant turistico sul Portogallo e su questo depliant c'erano delle offerte speciali per le più svariate categorie di persone. I giovani, le coppie, i bambini naturalmente e i vecchi. Niente di male se i vecchi possono pagare di meno i loro viaggi, a me piace talmente tanto guardare quelle coppie di vecchini in giro: ogni volta mi metto lì a sperare di invecchiare così, mi domando se riuscirò mai a conciliare le rughe e l'osteoporosi con l'indefessa voglia di uscire di casa, baciare la mia signora, guidare la macchina. Il problema, in effetti, non stava, appunto, nei vecchi, bensì nel catalogo, perché sopra a questa bella foto di due vecchi sorridenti con le dentiere in bella vista, davanti a una specie di scogliera romantica, c'era scritto "GIOVANI dai 60 anni in su" e a me questa cosa non m'ha fatto più cacare, se proprio la volete sapere tutta.

PortogalloSi dovrebbe avere il coraggio di trattare le cose come sono (è il motivo per cui sto ripetutamente scrivendo la parola "cacare") e i vecchi non sono affatto "Giovani dai 60 anni in su"; i "Giovani dai 60 anni in su", a occhio e croce, non sono più giovani da circa 30 anni e non credo vorrebbero essere coglionati a tal punto: si sono fatti un culo quadro per diventare vecchi, perciò che senso dovrebbe avere chiamarli "Giovani dai 60 anni in su"? Detesto le cose così: fossi stato vecchio io, avrei telefonato a quelli del catalogo per protestare o che. Una cosa del genere. Si sa che gli ultra-sessantenni non sono giovani, né vogliono esserlo: hanno le vene blu in testa, i capezzoli cadenti, i peli dei polpacci e dell'interno coscia tutti consumati dall'attrito dei pantaloni, le unghie gialle e gonfie e hanno visto almeno quattro scudetti dell'Inter. Sono vecchi in tutto e per tutto, non contano più niente a meno che non vogliano fare i poliziotti di quartiere o i dog sitter e chi è che dà retta a un vecchio oggigiorno? I telegiornali, d'estate, dicono che i vecchi si dovrebbero mettere nei supermercati nel reparto surgelati per battere il caldo e, invece, sui cataloghi turistici li inseriscono tra le offerte speciali, però con la dicitura "Giovani dai 60 anni in su". È o non è una presa per il culo bella e buona?

AgrumiTutta quella fatica fatta dietro alle cose, tutto quel crescere, tutto quel fare figli, tutto quel fare la guerra, tutto quel sopravvivere, tutto quel vedere morti i genitori, gli amici, tutto quel ritrovarsi ai funerali, tutte quelle preoccupazioni per cuori traballanti, tutti quei clacson ai semafori, tutto quel confondere i telecomandi sul tavolo, tutto quel pettinarsi all'indietro i capelli, tutto quel criticare le mode dei giovani, tutto quel dormire su un fianco, tutto quel massaggiarsi la schiena, tutto quel dimenticarsi nomi e cognomi, tutto quell'andare in pensione, tutto quell'essere nonni, tutto questo fare briciole dappertutto per ritrovarsi tra i "Giovani dai 60 anni in su" da vecchi in un catalogo turistico del Portogallo. Senza nemmeno la dignità di una terrazza elegante o di un mezzo bicchiere di pompelmo a fare da sottofondo: ma questa è colpa mia che queste cose le penso sempre e solamente seduto sul cesso, magari ai vecchi non gliene frega niente e a loro, anzi, va benissimo scroccare vacanze a metà prezzo con tutte quelle hostess carine che li prendono a pizzichi abusando della parola "giovanotti".