martedì, 20 febbraio 2007
Il mio lamento erotico
Categoria:attualità , scritto da stefano havana
Questo mio lamento erotico comincia dalla lettura di questa notizia che, va bene?, mi fa disperatamente arrapare.
Parliamo un attimo di sesso, non si parla mai di sesso: sembra che il sesso o si guarda o si pratica o niente. Parliamo di sesso, invece: non c'è nulla che mi ecciti di più dell'ostentata depravazione femminile. Una donna sessualmente emancipata mi disarma: perciò questa hostess geniale, a cui il mio lamento erotico è rivolto, questa donna adulta con un ottimo lavoro, ben pagato, lei anche bella, piacente, bionda, con i capelli legati in una crocchia perfetta, evidentemente come da regolamento dell'aviazione civile, questa donna già matura, ultratrentenne e in ottima forma, che lavora per la linea area Qantas e che tra l'Australia e l'India occhieggia di brutto l'attore Ralph Fiennes per poi portarselo - lei! - in bagno al solo scopo di, santoddio, tutto questo per me è meglio del più scabroso film pornografico, meglio della prosa di Steinbeck, meglio del prosciutto crudo.
La sola idea, il solo pensarci, il solo sapere che questa donna esiste e come lei innumerevoli altre, mi inebria d'entusiasmo, mi fa tornare alla mente le più superficiali fantasie adolescenziali. Licenziata dalla compagnia, c'era da aspettarselo, ché finché gli aerei li si dirotta o esplodono fiammeggianti nella notte per colpa di una disfunzione tecnica evitabilissima, tutto va bene, ma quando diventano teatro della più memorabile ostentazione di sessualità che la cronaca recente ricordi, allora nisba, kaput, bye bye. Licenziata, dunque, e sulla bocca di tutti, non più soltanto sopra quella di Fiennes, attore niente male, ma non certamente il non plus ultra della bellezza mascolina; licenziata e fiera quando ammette di aver praticato nella toilette sesso non protetto a dodicimila metri d'altitudine. "Dapprima ho negato - sentite, leggete queste parole di lei, perché sono Viagra purissimo per le mie orecchie, o donna amabilissima, spero solo che queste mie modeste invocazioni ti giungano e ti trovino in salute -, volevo disperatamente mantenere il mio lavoro e non volevo danneggiare Ralph. Lo so, qualcuno penserà che sia disgustoso e non sono orgogliosa di quello che ho fatto. È stato un comportamento sbagliato, ma non mi pento, è stato troppo bello".
E' stato
troppo
bello.
Onore a te, o dea amatoriale del sesso, meraviglia incantata dei miei pensieri più oscuri e irraccontabili. Lisa Robertson, fuoco dei miei lombi. Li-Sa, musa che nemmeno Nabokov eccetera eccetera e tutto quel che si può dire.
E' stato
troppo
bello.
Amo questa donna. Una vera donna non dovrebbe mai essere diversa da così. Il mio lamento vada a lei e a tutte le donne che ancora stanno cercando di definirsi sessualmente; fate come lei. Né più né meno: non c'è nulla di insano in tutto ciò. È solo sesso. Non ci sono professoresse fuori di testa o studentelli precoci: qui è solo di sesso che stiamo parlando, di attrazione fisica fatale, di gioco perverso sul filo di un rasoio. A Lisa consegnerei il Nobel per l'Amplesso, se esistesse, altro che documentari di D'Onofrio (su Cult, impedibili a tarda sera se avete Sky). Non fatico a immaginarmela, accaldata, laggiù in fondo all'aereo, che osserva il grande attore, la famosa celebrità che dorme e che, nel sonno leggero, si gratta il cavallo dei jeans e la tormenta così ancora di più, osservatrice segreta, lei, dell'oggetto della sua passione. "Semplicemente mi sono alzata - sentitela ancora, è la migliore femmina plasmata -, gli sono andata vicino, gli ho preso la mano e gli ho detto di seguirmi, siamo andati nella toilette e abbiamo chiuso la porta e poi sono volati i vestiti". È o non è una donna per cui lanciarsi dai tetti, urlare nei teatri, noleggiare mongolfiere, rinunciare alla "Domenica sportiva"?
Impazzisco, esco di testa davanti all'ostentato desiderio sessuale femminile. Tenete presente che, insieme alle altre dichiarazioni, Lisa ha anche ammesso di aver visto circa venti volte "Il Paziente Inglese", guarda caso la pellicola di maggior successo di Ralph Fiennes. Ve la immaginate lì dentro, nella toilette, senza vestiti, con un piede sopra il bordo del water d'alta quota mentre l'altro, l'attore, la celebrità famosa, il suo idolo sessuale, il protagonista di un film che lei ha guardato Venti Volte, la possiede impunemente tappandole la bocca per evitare fughe di notizie? Io me la immagino eccome, nuda per tre quarti e nella testa il pensiero fulminante di stare facendo SESSO in aereo, durante il turno di lavoro, con una famosa celebrità che, guarda caso, è anche il suo idolo, la sua ossessione. Non fatico a immaginare l'orgasmo della hostess, di Lisa, che nome cazzuto, questo spasmo clitorideo che deve averla scossa, fatta vibrare come durante l'atterraggio, dalle caviglie fino alle spalle, mentre anche l'altro, il divo, la star, la raggiungeva nell'amplesso, lì dentro, nella toilette dove i terroristi, in genere, si ritirano per le ultime preghiere e per unire il filo rosso con quello verde, lì dentro, in uno spazio angusto, sopra miliardi di ettolitri di mare, con le calze di nylon calate ben sotto le ginocchia e l'essenza del dopobarba di Fiennes nelle narici, proprio come se lo immaginava, il suo idolo, la sua star, Venti Volte ammirato ne "Il Paziente inglese" mangiando pop-corn nella sua poltrona preferita e la mano sinistra già più giù dell'ombelico.
Io ti adoro, Lisa Robertson, e - seduta su una staccionata a far penzolar l'esili gambe, in riva al mare ad ascoltare le promesse d'amore dell'orizzonte, alla guida di una decappottabile cromata d'azzurro, una Cadillac, mi immagino, con il volante di peluche e i dadi appesi allo specchietto, oppure nuovamente presa da qualche atto erotico d'irresistibile urgenza - ovunque tu sia, possa arrivarti questo mio lamento erotico.





