venerdì, 22 ottobre 2004

Non c'è più posto per i gabbiani
Categoria:scritto da stefano havana


Sono morte le cassanate. Non importa come andrà a finire la faccenda: le cassanate giacciono sotto un metro di terra. Franco Sensi ha messo al muro il giocatore ("E' da schiaffi"), Del Neri lo sta facendo allenare a parte. Cadono con Cassano tutti coloro che non amano dire di 'sì' incondizionatamente. Cadono con lui i cavalli pazzi, i gabbiani Jonathan Livingston che a differenza di tutti gli altri stormi vogliono provare nuove tecniche di volo a scapito della loro stessa vita e dell'integrazione col resto del gruppo. Il gabbiano Jonathan fu espulso dalla sua comunità con nessun tatto e tanta violenza retorica. Antonio Cassano, ecco, lui ha subito lo stesso trattamento, giusto o sbagliato che sia, lui è uno che difficilmente "ci fa", prendere o lasciare. Le corna all'arbitro, le proteste in allenamento, i litigi ripetuti e continui con i suoi allenatori, le scorbutiche prese di posizione, i ritiri abbandonati, le braccia alzate a stigmatizzare un mancato passaggio, le urla, i battibecchi: tutto questo sarebbe una immane spazzatura esecrabile se Cassano in campo non fosse un genio, una meraviglia a vedersi, il calcio stesso nella repubblica dei gattusi e degli ambrosini, dei giannichedda e dei corradi, degli stranieri a tutti i costi, a tutti i costi campioni.

Chi ha deciso che il calcio è ordine e ordinabile? Chi lo vuole un calcio così? Facciamoci un esame di coscienza: Cassanate o doping? Diciamolo, perbacco. Lo urlino e se lo domandino i giornalisti nelle conferenze stampa. Cassanate o brogli amministrativi, debiti con lo stato, Irpef non pagati? Pugni alzati verso il grugno del proprio allenatore - come si faceva sui campi in terra e sassi - oppure mazzette sotto banco, aghi endovenosi e sostanze indotte? Cassano ha perduto. Le cassanate sono morte o tremendamente agonizzanti. Tuttavia chi può dire con fermezza cosa sia più diseducativo? Cassano che alza i pugni e se ne va, oppure talune conferenze stampa macchiate di bei pensieri-manifesto e allegre maschere da Pulcinella sempre sorridenti a microfoni accesi? Vincono così gli yes-man, vincono i padroni, vincono le giacche e le cravatte, vincono i goal a un metro dalla porta, quelli facili facili che basta spingerla dentro la palla. Vincono i vertici del costume sociale da cui siamo inglobati e automatizzati. Vincono i primi della classe, quelli con il vaso di fiori per la professoressa il primo e l'ultimo giorno di scuola.

Perdono i ritardatari, gli zoppi, quelli che le magliette se le infilano al contrario. Perdono quelli che la barba non se la tagliano mai, quelli che non si pettinano, quelli che ai ristoranti parlano a voce troppo alta e non sanno impuntare un'oliva con la forchetta senza farla saltar via nel decolleté della signora accanto. Vince quello che deve vincere: vince quello che può essere trasmesso dalle televisioni, vince tutto quello che è sponsorizzabile. Cassano adesso sta allenandosi in un campo diverso da quello degli altri compagni e, puff, d'improvviso si ritorna a scuola: Tu! Dietro la lavagna. Tu! Due in pagella. Il cappello da asino, le orecchie lunghe. Cassano ha perso, le cassanate morte, sepolte, esiliate nel paese dei balocchi.

Parlano di giusti insegnamenti per i bambini che guardano il calcio. I bambini cresceranno, puliti e istituzionalizzati. Degni di mamma e papà e dei loro sacrifici. Ma, viene da domandarsi, è davvero così che sono nati e cresciuti i Pelé, i Maradona, gli Oscar Wilde, i Giacomo Leopardi, i Salvador Dalì, i vari Pablo Picasso, i Quentin Tarantino, i Mozart e i Beethoven, i Michelangelo e i Platone, i Beatles e i Rolling Stones, i Madonna e i Led Zeppelin, i Jimi Hendrix, i Nelson Mandela, i Pirandello, i Bukovski, i Carmelo Bene? E' così che è venuto su lo scolaro più distratto della classe, quello incorreggibile e sempre con un occhio fuori dalla finestra? E' venuto su confinato? Tirato via lontano? Ghettizzato? Spento?

Che succede? Non c'è più spazio per quelli che osano sedersi all'ultimo banco? Non c'è più spazio per quelli che ancora fanno le cerbottane con le penne bic svuotate? Davvero non c'è più spazio per i Jonathan Livingston di questo mondo?

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Questo l'ho scritto
nel sito Web dove lavoro.
Ho pensato di postarlo anche qui, perché è in linea con molte cose che si sono dette da queste parti.