venerdì, 29 ottobre 2004
Io, me e lei: chi ci capisce è bravo
Categoria:scritto da stefano havana
Avevo deciso che mi sarei sbarazzato di te.
[Andiamo, sii onesto con te stesso]
Ok, ti eri sbarazzata di me.
[Ecco, ora sì]
Abbiamo passato due settimane d'incanto che sembravamo due liceali a un appuntamento di nascosto. Il nostro primo bacio, quasi un mese fa, è stata una cosa tacitamente inseguita per almeno tre anni. Nel frattempo abbiamo risolto vecchie storie, trovato nuovi amori, assaggiato fresche labbra e morti un altro po'. Poi sei sparita come neve stretta nel palmo di una mano. Due giorni, tre giorni. Una settimana. Tre. Me ne sono fatto una ragione. Sapevo che eri così: avevamo sottoscritto un contratto d'intesa al nostro primo appuntamento. Io non so fare il fidanzato, tu non sai fare la fidanzata, diamoci alla pazza trasgressione punto e basta. Massì: ne abbiamo appannate di macchine non sapendo dove andare.
[E allora? Dove vuoi arrivare?]
E tu e le tue storie e le tue idee strane nel cuore della notte e le tue passioni folli e il tuo francese e Amelie e i chicchi di riso e grandine, le tue labbra, le tue tette rotonde e tutte le cose che sono sparite con te il giorno in cui, semplicemente, non mi hai più cercato - oddio - mi sono rimaste dentro. Scorrevano tra le mie mani, saltellando da un dito all'altro e mi sono ricordato il giorno in cui ti cercai con un messaggio e tu mi rispondesti: "Come posso meritarmi ancora la tua attenzione?". E io: "Non te la meriti. Stavo guardando il soffitto e ad un tratto sei comparsa tu". Mi sono ricordato la tua mail: "Conservami una delle tue notti". Lungo queste settimane mi sono sempre detto che ti avrei dimenticata, ma che non sarebbe stato facile. Una pietra sopra. Ho perfino provato a spingere con un'altra donna, ma poi a parlarne con un amico saggio quello mi ha risposto: "Cazzo te frega". Proprio così.
[Ok ok, e allora?]
Mi hai scritto un giorno, nel pieno della tua latitanza: "Perdonami, non mi va neanche di approfondire i motivi del mio gesto". Oh bene, non ti ho più cercata neanche io, in definitiva sei pur sempre soltanto una donna e io non ho affatto bisogno di te.
[Certo, certo...]
Poi l'altra sera mi hai chiamato. Porco giuda. Ci siamo parlati un po', io mi sono appoggiato al cofano di una macchina e la cosa più bella è che io non ti ho chiesto alcun perché. Non sono per i perché. Ognuno ha i propri e sono cazzi suoi. La cosa bella è che tu non mi hai avanzato nessuna spiegazione. Poi quel messaggio, qualche ora dopo: "Conservami un posto nella tua vita".
Che faccio?
[....]
Fanculo, non mi sei mai d'aiuto quando servi.





